venerdì 29 febbraio 2008

Prime sirene rutelliane

Alla fine, dopo tanti annunci mancati, trattative, scambi di lettere e di dichiarazioni , qualche giorno fa l'accordo tra cosidetto Partito Democratico e Sinistra Arcobaleno sulla candidatura a Roma di Francesco Rutelli è stato raggiunto.
Si è trattato di un esito per molti versi scontato sin dal principio, sul quale nessuna persona di buon senso poteva farsi ormai delle illusioni che non fossero a dir poco velleitarie. E tuttavia non inferiore e la delusione nell'apprendere l'annuncio ufficiale: il candidato più a sinistra alla poltrona di sindaco di Roma, se confermato anche il ritiro di Franco Grillini, sarà Rutelli appunto.
Il dubbio semmai era su quale sarebbe stato l'equilibio programmatico finale sul tema dei diritti civili che, essendo stato l'unico pubblicamente e rumerosamente sollevato anche dal movimento glbt, era il vero elemento di divisione sul quale si confrontavano i diversi esponenti.
Come nello stile dei sedicenti democratici attuali, che amano procedere per missive e aut aut, Rutelli ha respinto definitivamente l'ipotesi di un Registro delle unini civili confermando con queste parole l'esito del voto in Consiglio dello scorso dicembre: ''Sono le leggi dello Stato che disciplinano il regime delle unioni diverse dal matrimonio, e Roma vi si attiene''.
Rilanciando in termini più vaghi le parole di inclusione e non discriminazione nell'erogazione dei servizi, Rutelli ha però tirato fuori una controproposta annunciando l'istituzione ''di un centro internazionale della cultura omosessuale'' con l'obiettivo di ''riconoscere e valorizzare ogni minoranza presente sul territorio''.
La proposta a me sembra miserella, anche perché, se per far cultura il sotegno pubblico è spesso utile e sempre benvenuto, non credo sia indispensabile e fondativo come dimostrano le decine di iniziative culturali di ogni genere, di cui assieme a tanti volontari del Circolo Mario Mieli mi occupo anche io, senza alcun sostegno pubblico diretto.
Alla luce di questo mi sorprendono le dichiarazione pubbliche di Imma Battaglia, presidente di DiGayProject, che in un comunicato di ieri sostiene l'idea di Rutelli: "Le proposte per la comunità omosessuale romana della coalizione di Centro-Sinistra guidata dal candidato sindaco Francesco Rutelli, e appoggiata dalla Sinistra l'Arcobaleno, ci convincono e pongono le basi per un nuovo dialogo.
La proposta dell'istituzione di un Centro Internazionale della Cultura Omosessuale, in cui vengono erogati servizi a 360° nei confronti di tutti i cittadini indipendentemente dal proprio orientamento sessuale e identità di genere, risponde alla richiesta di una politica fondata sul fare e non ideologica. Crediamo sia necessario continuare con maggiore forza".
Stupisce ancora di più che a fare simili dichiarazioni sia la stessa Imma Battaglia che nel 2000 ha già avuto modo a che fare direttamente con l'allora Sindaco Rutelli per la questione del World Pride, stupisce che si confonda la qestione di un centro culturale con quella dei diritti civili e della laicità che non hanno nulla a che vedere tra di loro.
Ben venga un festival, un centro culturale, un museo delle cere, una sala da thè, ben vengano spazi e iniziative culturali, ma cosa hanno a che fare tutte queste cose con il confronto pubblico con le isituzioni e con i diritti civili?
Avrebbero barattato le donne italiane la concessione di un cendtro internazionale della donna con il diritto di voto (ottenuto in Ialia oltanto nel non lontano 1946), con la legge 194 o il nuovo diritto di famiglia?
Meno sorprendenti, visti alcuni precedenti, le dichiarazioni di Arcigay Roma, che accoglie positivamente l'idea affermando che "la proposta di istituire un Centro Internazionale della Cultura Omosessuale fatta da Francesco Rutelli, candidato sindaco del Partito Democratico e della Sinistra Arcobaleno, è un primo segnale verso le persone lesbiche, gay e trans" Subito dopo però ribadiscono l'importanza anche del resto della loro piattaforma presentata ai candidati sindaco nei giorni scorsi, rilanciando "la creazione e l'implementazione di servizi e di tutele: la promozione di politiche volte a sostenere gay perseguitati o condannati a morte in altri paesi; sostegno economico e accesso alle graduatorie degli alloggi popolari alle coppie di fatto; azioni formative nelle scuole e nella pubblica amministrazione contro l'omofobia; lotta all'emarginazione e al disagio provocate dal pregiudizio tramite opportuni servizi strutturati sul territorio".
Tutte cose assai ecomiabili, e centro dell'azione amministrativa di una città grande o piccola che sia, in parte già avviate anche dalla scorsa amministrazione Veltroni, che pure non mi sono mai risparmiato di criticare aspramente. Il salto che manca è nel pieno riconoscimento di un ruolo propulsore che potrebbe avere la Capitale e la forza di investire l'azione politica e sociale di cambiamento attraverso battaglie e campagne che caratterizzino visibilmente l'azione istituzonale.
La domanda cruciale rimane comunque questa: in un candidato contano di pù le dichiarazioni e le proposte programmatiche o la sua storia in termini di rispetto degli impegni assunti? Rispetto alle questioni che ci riguardano risulta essere un candidato Rutelli, affidabile e credibile? Possono alcuni labili impegni su un centro culturale rimuovere la storia di rutelli sindaco con la vicenda del 2000 e tutto il suo percorso politco degli ultimi 8 anni?
Non è nostro compito indicare o sceglierci i candidati in base alle nostre esclusive preferenze e aspettative, ma nostro compito è restre vigili e non lasciarci imporre scelte che non ci piacciono.
I partiti hanno scelto il loro candidato, ne prendiamo atto, tutti noi sceglieremo se votarlo o meno... io NON LO VOTERO'.

19 commenti:

Anonimo ha detto...

Adesso che Rutelli è in campo arrivano i soliti sciacalli!
Luca

marco b. ha detto...

Facciamo un pò di chiarezza.
La battaglia dei diritti civili è importantissima, così come la questione del registro a Roma. Ora le condizioni politiche per poterlo approvare non ci sono, e questo per le contraddizioni interne del PD.
Anche il referendum, che la Sinistra Arcobaleno ogni tanto tira fuori per motivi elettorali (Salvi docet), è uno strumento di per se sacrosanto, ma totalmente controproducente in questo momento (su questo siamo d'accordo).

Ora le possibilità che abbiamo sono due: o non votiamo o votiamo la coalizione di Centro-Sinistra.

Il non voto, che io rispetto, è sicuramente una posizione di protesta e di delusione, ma con il quale si decide di non avere nulla a che fare con l'Istituzione del Comune. Ovviamente non è sostenibile la posizione del "non voto", ma poi collaboro con te (Comune) per progetti futuri: deve essere chiaro, altrimenti è una presa in giro.
Si decide quindi un approccio politico di scontro che ha delle ripercussioni non solo a livello Comunale ma, coerenza vuole, anche ad altri livelli politici (di Zingaretti e Sinistra Arcobaleno alle Provinciali che diciamo?).

Se si vota la coalizione di Rutelli, deve essere chiaro che la strategia è di portare a casa quanto più possibile.
Poi non parliamo per favore di svendita delle rivendicazioni: questa c'è quando vi è qualche probabilità di ottenere determinati diritti e invece per convenienza personale e politica vi si rinuncia.Non è questo il caso di Roma. Le unioni civili non si possono fare ora a Roma, quindi non si svende niente, si prova ad ottenere qualcos'altro.

La valutazione di un Centro delle Culture GLBT non la vedo miserella.
Certo sta a noi, come associazioni, fare in modo che sia un progetto serio, quindi la responsabilità è nostra.
Dentro non ci si fa ovviamente la sala da thé, o si proietta le Fati Ignoranti ogni Domenica. Bisognerà metterci dentro servizi alle persone a 360 gradi. Ora i servizi che ci sono vengono erogati da tutte noi associazioni, ma in maniera frammentata e poco efficiente.
Leila Daianis si lamenta che ci sono pochissimi servizi per le persone transessuali e che loro sono una piccola associazione senza fondi e visibilità. Magari un centro del genere potrebbe essere una risposta, no?
Direi che un favore non lo facciamo a noi stessi ma a quanti chiedono un aiuto.

Certo un dubbio va chiarito: è logico che un centro del genere va gestito dalle associazioni glbt romane in coordinamento, questo significa che un pò di influenza delle singole associazioni dobbiamo perderla.
Siamo pronti a questo? Il Mario Mieli, il DGP, l'Arcigay Roma sono pronte a questo?
Hai pensato che riuscire nell'impresa di costruire questo Centro possa dare un impulso alla nascita di un movimento glbt unitario a Roma? Mi sembra un obiettivo politico molto importante, visto che tutti si lamentano che non facciamo altro di scannarci l'un l'altro.

Cos'è i nostri diritti al Comune li hanno svenduti sia Imma che il sottoscritto, sia Arcigay, che Rifondazione, Verdi, Comunisti Italiani, Sinistra Democratica, Radicali Roma, forse socialisti?

Ragioniamo che forse oggi a Roma dobbiamo chiedere qualcosa di diverso: gli obiettivi sono gli stessi, ma la tattica deve cambiare per rispondere meglio ai cambiamenti che ci troviamo di fronte.
Con stima, un abbraccio
Marco Belfiore

Andrea Maccarrone ha detto...

Grazie davvero Marco per il tuo contributo, so anche quannta passione e impegno anima il tuo attivismo e apprezzo che tu mi abbia risposto a così stretto giro di posta.
Molte delle cose che dici, sono condivisbili e meritano approfondimento.
1) Non ci sono le condizioni per approvare un registro a Roma adesso: vero ma questo non vuol dire che a noi (come associazioni) ebba necessariamente andare bene ciò e non possiamo fare altro che prenderne atto). Prenderne atto non vuol dire plaudire al fatto!
2) Io non sostengo il Non Voto se non come posizione estrema e una tantum, non mi iace come scelta e se la facessi la farei con una profonda tristezza, amarezza e senso di sconfitta. Tuttavia di non voto e dire ancora una volta che siamo contenti delle proposte fatte è diverso.
Inoltre una cosa mi sembra chiaro e lo argomentavo in un post precdente siu rutelli. Se accettiamo di votare Rutelli comunque, come meno peggio, lo faremmo anche se non ci desse la casa della cultura e nient0altro, e la nostra posizione politica si indebolisce al punto da essere ZEro. Infatti i nostro voto a sinistra lo si da per scontato e non avrebbe senso fare nulla per ottenerelo. Un'azzione coerente di non voto, un voto disgiunto, un candidato di bandiera, sarebbero tutte soluzioni alternative che possono essere esplorate.
Se per mantenere un rapporto col comune devo dire sempre e comunque sì il nostro ruolo diventa quello dei notai che per un patrocinio o un microfinanziamento o qualsiasi altra cosa svendiamo il nostro posizionamento politico.
Chiaramente il rapporto istituzionale, a mio modo di vedere deve invece prescindere dalle indicazioni politiche che sono autonome e indipendenti da questo.
Non dico che Imma ha svenduto il movimento a rutelli, dico che la sua uscita tanto entusiasta mi soprende anche perché conosce Rutelli e la sua storia meglio di motli di noi...
3) una casa internazionale della cultura non è un centro servizi, non necessarimente, questo Rutelli non l'ha detto e sarebbe da vedere... anche non lo osse andrebbe bene, come anche la prospettiva di una più stretta e reale collaborazione tra le associazioni romane, ma non può essere considerata sostitutiva di altro.
Infone una cosa mi sembra certo, proprio in questo momemento sarebbe più che opportuno che ci fosse una posizione condivisa e coordinata tra tutte le associazini romane, e non un pollaio di voci soliste che fanno a gara a chi la spara più grossa o chi rappresenta più e meglio la comunità. Queste riflessioni che noi qui facciamo, potrebbero essere condivise con tutti gli altri per cercare di capire quale sia la prospettiva migliore per la battaglia sui diritti, quella più coerente, più lungimirante, più efficace, più realista, più rispondente ai sentimenti della comunità etc...
Io qui esprimo un mio sentimento e una mia posizione personale, non quella del Mario Mieli (altrimenti scriverei un comunicato) e personalemtne umanamente non riesco a votare un candidato voltagabbana, destro e falso come Rutelli. E' più forte di me, la vivo con sofferenza, ma non credo di essere il solo in questa condizione e noi anche a tutti coloro che si trovano in questa condizione dovremmo provare a dare una risposta.
Con immutata stima, a presto

Anonimo ha detto...

Il commento di Marco Belfiore dimostra ancora una volta l'inconsistenza di certe argomentazioni. Marco dimentica che per anni si è seguita esattamente la strada da lui indicata e la strategia di portare a casa il più possibile - rilanciata come nuova - ha prodotto un solo risultato: lo zero.

Diciamo allora, molto più onestamente, che si appoggia Rutelli perché in cambio del silenzio su alcune questioni - vedi la rinuncia a lottare per il registro delle unioni civili - verrà ricompensata in denaro e locali.

Scelta legittima. Forse indegna, ma figlia naturale della svendita di valori e obiettivi. Che poi il signor Belfiore voglia descrivere con altre parole la realtà è libero di farlo. In un contesto culturale e storico in cui le parole perdono il loro significato per sposare le idee del più forte, questa strategia comunicativa rientra pienamente nella contemporaneità, per cui non è antistorica.

Che poi faccia orrore a chi, come me, vuole chiamare le cose col proprio nome - a cominciare dai termini "diritti", "uguaglianza" e "dignità" - questo è un altro discorso.

marco b. ha detto...

Lungi da me fare polemica su blog altrui, ma davvero si crede che non chiedere, ad esempio, il referendum sulle unioni civili sia una svendita di valori e obiettivi?
Se è cosi, davvero poca lungimiranza.
Caro Elfo non hai imparato che valori e obiettivi sono gli stessi, solo che abbiamo modi diversi di raggiungerli.
Nessuno di noi ha il monopolio di certi valori, e men che mai il diritto di svalorizzare le battaglie altrui.
Questa non è né una presa in giro né una truffa, solo che capisco che può essere difficile da accettare.

Anonimo ha detto...

Un centro delle culture GLBT .... mah, a me non sembra una gran cosa. Premesso che è solo un nome (a cui qualcuno dovrebbe dare dei contenuti, almeno di principio) concordo che potrebbe anche essere un modo per avere dei contributi dal comune e offrire alla comunità GLBT più servizi, vediamo quali:

profilassi AIDS
supporto legale contro l'omofobia
organizzazione di eventi culturali GLBT
azioni per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali (no, questo no, è vietato)
azioni per il riconoscimento delle coppie omsessuali e dei loro diritti (no, questo no, sarebbe contro il programma)
azioni per il riconoscimento dei diritti dei genitori omosessuali (ma figuriamoci ...)

e dopo cinque anni cosa avremmo ottenuto ? Io quasi quasi volo Alemanno, ci becchiamo 5 anni di governo di destra, ma forse tra 5 anni otteniamo un programma più serio dalla coalizione di centro-sinistra

(in alternativa, se come pare anche il PSI rinuncia, potrei votare la lista civica di Grillo, in effetti)

Anonimo ha detto...

Dopo il Parco della Musica, la Città dello Sport, quella della Scienza, quella dei Giovani, quella del Gusto, quella dell'Altra Economia...
Una strategia di collocazione urbanistica di infrastrutture a servizio di intere categorie di soggetti. Investimenti faraonici che riescono magicamente a mettere d'accordo i Grandi Elettori del Centro Sinistra (leggi i grandi costruttori romani) ed i Piccoli Elettori, ovvero la gente comune, che percepisce questi mastodonti (in questo aiutata da operazioni di comunicazione di alto livello) come l'espressione di un autentico interesse istituzionale. Interesse che riguarda principalmente le società che GESTISCONO questi spazi, piuttosto che i DESTINATARI degli spazi.
Insomma, chiamiamo le cose con il loro nome: affari.

Ora, se vogliamo fare "Affari", va benissimo costruire il centro delle culture GLBT (?) [tra l'altro la voce gira da un pezzo: ci sarà uno spazio a Testaccio per la nuova sede nazionale di Arcigay (capito il perché della lista degli sponsor di Marrazzo?], assicurare la sopravvivenza delle associazioni che entreranno nella gestione grazie ad erogazioni pubbliche finalizzate (cui si uniranno, c'è da giurare, i contributi dei privati, dato che finalmente avranno una visibilità istituzionale e "neutra").
Ma, appunto, si chiamano affari e non sono politica. Certo, oggidì è assai facile confondere politica e affari, ma si possono e si devono cercare strade alternative ed innovative. I cittadini non sono consumatori di servizi della PA, ma sono PORTATORI DI DIRITTI E DOVERI, aspetto, questo, che la nostra classe politica difetta a comprendere.

Anonimo ha detto...

rutelli ci darà un bel cazzo. forse alcuni saranno contenti, ma a me francamente prenderlo al culo da lui, m'interessa molto poco.

Chiara Lalli ha detto...

Andrea, vorrei chiederti un aiuto ma non trovo la tua mail. Potresti scrivermi tu? Grazie
(chiara.lalli[at]gmail.com)

Anonimo ha detto...

Questa storia del centro culturale, detta dopo il no al registro mi sa tanto di contentino, così non dicono che li ignoriamo.
Che poi vorrei pure vedere cosa riuscirebbero a creare, visto ce quando si sente la parola gay o omosessuali, subito si ergpera opporsi a qualsivoglia scelta (c'è chi ha avuto da ridire pure sulla help line, definendola inutile...).
E quando ci sono tali questioni in mezzo, se la fanno tutti sotto! Lo abbiamo visto a livello Nazionale, dove Rutelli è stato vice presidente del consiglio mentre i DiCo sono finiti nel dimenticatoio e la legge anti-omofobia è stata calpestata insieme a tutti noi...

Daniele

Anonimo ha detto...

Correggo la frase che ho scritto male, scusatemi

*Che poi vorrei pure vedere cosa riuscirebbero a creare, visto che quando si sente la parola gay o omosessuali, subito alcuni si ergono a pladini della società pera opporsi a qualsivoglia scelta (c'è chi ha avuto da ridire pure sulla help line, definendola inutile...).

La foga a volte va brutti scherzi :P

Anonimo ha detto...

Non ci vedo nessuna battaglia nell'appoggiare il candidato più forte e omofobico del panorama romano. Semmai ci vedo convenienza e se Rutelli dovesse vincere, capiremo quali cose non farà per le persone GLBT ma quelle che darà ad Arcigay e alla vostra associazione.

Per altro mi dovreste spiegare quali obiettivi volete raggiungere con un candidato che ha gia detto che non ci saranno registri delle unioni civili. Non mi sembra un modo proficuo per il raggiungimento dell'ideale svendersi - perché vi state svendendo - a una persona che vi ha già tradito su tutta la linea.

In un paese normale, oltre al fatto che gente come Rutelli starebbe all'estrema destra, gente come voi verrebbe tenuta ai margini. E a ragione.

E che sia ben chiaro, io non svalorizzo nessuna battaglia. Semplicemente, provo orrore per tutto quello che sta accadendo in Italia sulla pelle delle persone GLBT. E che siano alcune di loro a permetterlo è una cosa che non sono disposto ad accettare.

Anonimo ha detto...

Ovviamente il commento precedente è indirizzato al rappresentante di DGP.

Anonimo ha detto...

Anche io non mi fido di Rutelli, semplicemente perché è uno che con la parola data ci si pulisce ogni mattina dopo aver "esternato le proprie ragioni" (cioè dopo aver fatto la cacca).
Mi piacerebbe che le associazioni LGBT in uno scatto d'orgoglio dicessero: "Tenetevi il vostro contentino. Noi andiamo a chiedere ad Alemanno se è disposto ad accettare i nostri voti, gratis, come semplice protesta".
Da parte del politico postfascista una semplice parola avrebbe più effetto sulla vita delle persone LGBT romane di mille vacue promesse da parte del vecchio fossile rotto a ogni compromesso che il centrosinistra vuole rottamare nella mia città.
Tra i due candidati, non ho dubbi su quale dei due sia più intellettualmente onesto, e ami di più Roma.
Se Alemanno accettasse ufficialmente i nostri voti, diventerebbe assai più difficile per i suoi simpatizzanti venirci a menare o bruciarci i locali!

Anonimo ha detto...

Andrea, perdonami, ma io mi stupisco del tuo stupore. Il centro internazionale ecc.. significa che un po' di gay troveranno un lavoretto part-time, quindi le associazioni più sensibili al tema della disoccupazione gay (:D) non potranno che essere d'accordo. E' comunque anche vero che il tema delle unioni civili non ha molto senso che sia affrontato a livello di comune, per cui chiederlo è una battaglia di principio che non credo serva a niente, a parte fare i massimalisti. Ma una cosa più utile, tipo educazione al rispetto della diversità nelle scuole in cui esplode il bullismo, no?

Andrea Maccarrone ha detto...

Paolo, da anni con la mia associazione facciamo proprio incontri nelle scuole superiori. Da auest,anno ed e' attualmente in corso un progetto contro il bulismo con iol patrocinio, e il sotegno, dell'assessorato alle pari oppotunita' (Cecicilia D'Eli, perche'anche chi ha dei meriti efa delle cose concrete merita di essere segnalato).
Il punto su Rutelli credo che lui non si voglia davvero spendere sulle nostre questioni e di fronte al pressing delle forze di sinistra e di alcuni malumori ha provato a cacciare fuori qualcosa dl puro sapore propagandistico e che dubito avra' corpo.
Ad ogni modo, Marco, ben venga un centro culturale, ma cio' non puo' servire a coprire e nascondere altre cose, cosii' cadia,o in una trappola e ci faccia,o stru,enti di una propaganda ,istificatoria che sono certo verra' accantonata sopo il voto.
Olltretutto se Rutelli cerca davero il confronto con le associazioni glbt venga a parlarci, chieda di essere ricevuto... come fzcz nel &çç" venendo in motorino al circolo Mario Mieli a chiedere voti. Ne e' passata di acqua sotto i ponti...

Andrea Maccarrone ha detto...

*errata corrige: fece nel 1993

Anonimo ha detto...

Andrea, io la penso così. Ti incollo un commento che avevo scritto altrove.

A Roma (ma immagino sia una cosa valida in tutta Italia) spesso si sente un politico (poniamo: Rutelli o Veltroni) dire: “Il registro delle unioni civili NO, però voglio dare alle associazioni Lgbt una sede coi controcazzi e centrale”. Al contempo nessuno dei due ha ritenuto di fare un sopralluogo al Coming Out dopo l'attentato, cosa in sè grave quanto l'attentato.

Succede così che i capi delle associazioni Lgbt, anziché di fare politica per la loro vertenza, ossia i diritti civili delle persone Lgbt, si accontentano di incassare quel che possono in termini di “sede bella e centrale”, “gay village in estate aperto per due mesi in zona facile da raggiungere”, “patrocinio al pride”, “fondi alla tale iniziativa culturale”.

Guardate che questo è un problema serio, ma TUTTO italiano. Nel mondo occidentale accade che i leader delle associazioni Lgbt incassano il sostegno diciamo così materiale ma prima di tutto guardano alla sostanza politica del risultato.

In altre parole: se in Canada le coppie dello stesso sesso non si potessero sposare e adottare figli, le associazioni Lgbt canadesi non starebbero sedute al tavolo col governo cittadino, provinciale, e nazionale per discutere ANCHE di fondi al festival del cinema Lgbt, nuova sede centrale eccetera.

Come risolviamo questo problema fondamentale, caro Andrea? Io comincio a credere che forse il problema stia proprio nell’avere un interlocutore politico di centro o pavido di centrosinistra che rifiuti di dare qualcosa sui diritti civili, ma in cambio dia un contentino materiale. Forse abbiamo bisogno di un governo di destra e alquanto discriminatore, che sia in grado di far coalizzare il movimento e di far incazzare gli individui. Insomma, abbiamo bisogno, come gli Stati Uniti, di un “NEMICO”. Siamo alla Alien Theory, non al “tanto peggio, tanto meglio”. In Scienza politica sono due teorie ben distinte e tu lo sai.

Andrea Maccarrone ha detto...

Sciltian
condivido in gran parte la tua lettura, con delle precisazioni.
In Italia abbiamo avuto fino a due anni fa un governo decisamente ostile. Questo ha sicuramente creato fermento, incazzatura e ha anche spinto tutti i DS di allora a sostenere in pqrlamento il progetto grilliniano dei PACS, creando una forte speranza nella comunità che qualcosa si sarebbe potuto ottenere qualora al successivo turno elettorale avesse finalmente vinto il centro_sinistra.
Invece i DS, pur partito più forte della coalizione e con l'appoggio su questo punto di tutta la sinistra e le forze laiche, si sono rivelati incapaci di tenere questa posizione in sede di programma elettorale, cedendo alle pressioni del centro pur di avere la coalizione più vasta possibile (Il contrario di quel che dice di voler fare oggi Veltroni che pero', per mantenere la coaliwzione omogenea, scarica la sinistra e imbarca il centro).

Anche quel compromesso al ribasso si è rivelato comunque irragiungibile, una volta vinte di misura le elezioni, e ha decisamente deluso tutti.
La storia del nemico, insomma da noi non ha ancora funzionato, anche perché ne abbiamo parecchi di nemici a dire il vero.
Penso che a questo punto siano le associazioni a dover dimostrare di avere la schiena dritta e a non accettare contentini in cambio di un attegiamento accomodante e di basso profilo.
Tradirebbero la loro missione e anche i tanti gay, leasbiche, bisex, trans davvero incazzati, che finirebbero per non sentirsi rappresentati non solo dai partiti ma dalle associazioni stesse.

Il Mieli uscendo dalla consulta glbt al momento del voto contrario sul registro ha agito in coerenza con quanto dico (come farebbero le associazioni canadesi) ma è stato seguito solo da Nuova Proposta. Le altre associazioni glbt (Arcigay, Arcilesbica e DGP in testa) hanno preferito restare per motivi di covenienza, pqre, anche perché a dicembre risultava a tutti chiaro che con Velroni lanciato a leader del Pd la consigliatura volgeva al termine, e l'abbandono compatto, che abbiamo cercato di costruire, avrebbe avuto un grosso peso politico e scarse ripercussioni pratiche negative su eventuali progetti in corso.
Forse quel segnale avrebbe fatto pensare di più a una candidatura Rutellia Roma...

PS. Mi scuso con tutti per la momentanea assenza di nuovi post, ma dall'ester, ho difficoltà a scriverne ;)