venerdì 11 aprile 2008

S-Concia (Benedino e Scalfarotto) ci riprovano. Tutta propaganda vuota!

Probabilmente il sentimento masochista ha ormai preso possesso di alcuni personaggi politici glbt "gaydem" (Concia, Bendino, Scalfarotto) spingendoli a continuare a farci e a frasi del male con documenti co-firmati con tutti Teodem possibili.
Sul sito Paola Concia leggiamo l'ultimo parto di questo sforzo dialogico.
Si parla di sintesi, incontro, , abbattimento di barricate... e poi questa perla di sintesi politica: "Il nostro programma sui diritti civili e sulle questioni che riguardano la vita delle persone parla chiaro e tutti siamo impegnati ad attuarlo".
Se non si trattasse di cose serie saremmo alla comica finale. sono consapevoli i vari firmatari delle rispettive posizioni e interpretazioni delle parole sul programma? Soltanto ieri miss Binetti ci diceva cosa sono per lei i diritti civili e individuali inclusi nel programma, ''Certo, tutti noi abbiamo gli stessi diritti e bisogni di mangiare, di avere una casa e di aver accesso ad un servizio sanitario che funziona. Questo non vogliamo negare a nessuno a prescindere dell'identità sessuale''. Avevamo davvero di questo impegno congiunto per avere l'assistenza sanitaria?
Interessante la selezione dei firmatari, poi, in cui i candidati "gai" si fanno accompagnare da qualche esponente più laico della vecchia area DS e da tutti gli omofobi, clericali e integralisti Teodem, vecchi e nuovi. Come si fa a firmare un documento assieme a chi ti ritiene contro natura, non degno di avere una famiglia e di amare, con una psiche anormale e disordinata, a chi pensa che tu non sia adatto a svolgere certe attività solo per il tuo orientamento sessuale (e non si vergogna neppure a dirlo)?
Questi sono "i misteri democratici" che nessuno dei volenterosi gaydem ci vuole spiegare. Questo bel percorso di avvicinamento delle posizioni, infatti, li ha visti sempre procedere in ginocchio sui ceci e a mani alzate verso le posizioni integraliste cattoliche, abbandonando via via qualsiasi concreta rivendicazione, sia pure solo simbolica. E in tutti questi mesi di lavoro assieme e di condivisione non ho visto nessuna evoluzione né nelle dichiarazioni e prese di posizione di certi esponenti cattolici, né nel tanto sbandierato programma del PD che continua a dire meno di quanto stava scritto nel programma di Prodi e non si è ottenuto per l'opposizione inestinguibile di una buona parte del PD (non certo delle componenti di sinistra e laiche che il PD ha scaricato).
Ecco in effetti quando si decide per una RESA INCONDIZIONATA le barricate non ci sono più.
Nel frattempo però queste ridicole 10 righe sono state sbandierate da Veltroni (sul videoforum di Repubblica) come "un grande documento sui diritti firmato da Binetti e Concia, importante esponete del movimento gay, da Bobba e Benedino, altro esponente..."
Ecco il vero scopo quindi, non l'incontro: pura e semplice PROPAGANDA sulla nostra pelle (Se questi si vogliono parlare lo facciano dopo le elezioni e quando si sono davvero messi d'accordo ci dicano cosa hanno deciso che ci possiamo meritare, non un minuto prima, però che dei loro abboccamenti non ci importa molto)
La lista dei firmatari ce la teniamo stretta come prezioso vademecum per sapere sempre CHI NON VOTARE, A qualcosa, questi documenti vuoti di contenuti e pieni di retorica, servono dopo tutto!
“Noi democratici abbiamo intrapreso con convinzione un cammino di sintesi alta tra culture diverse. Ciascuno di noi è nel partito democratico con il proprio bagaglio di valori, che con il dialogo e l’ascolto reciproco riusciamo ad integrare. C’è molta più sapienza nell’incontrarsi che nello scontrarsi. Noi abbiamo scelto di costruire una strada diversa per affrontare i problemi del paese: non più da barricate contrapposte, che come dimostra la storia recente di questo paese non producono alcun vantaggio nella vita reale, ma consapevoli che solo la disponibilità al dialogo con chi è portatore di valori diversi possa portare risultati. Nessuno di noi abbandona la sua storia e le sue idee: il partito democratico ha un progetto più ampio di società. Una società inclusiva che permetta a tutti di realizzare i propri progetti di vita sentendosi cittadini nel rispetto reciproco. Il nostro programma sui diritti civili e sulle questioni che riguardano la vita delle persone parla chiaro e tutti siamo impegnati ad attuarlo. Il PD non strumentalizza questi temi,che diventeranno atti concreti anche attraverso una coerente iniziativa ed un confronto parlamentare più ampio ed elevato possibile: è questa la sfida che attende tutti i democratici italiani.Noi questa sfida la vogliamo vincere. Perché un’Italia migliore si può fare.”

Emanuela Baio Dossi, Andrea Benedino, Rosy Bindi, Paola Binetti, Luigi Bobba, Enzo Carra, Mauro Ceruti, Anna Paola Concia, Gianni Cuperlo, Mauro Del Vecchio, Giuseppe Fioroni, Francesco Saverio Garofani, Paolo Gentiloni, Marianna Madia, Giovanna Melandri, Barbara Pollastrini, Giulio Santagata, Ivan Scalfarotto, Livia Turco.

Laici del PD, se volete un PD LAICO fatelo perdere

Molti laici e riformisti sinceri, tra cui anche alcuni esponenti omosessuali, hanno deciso di contribuire al progetto del partito democratico entrandovi e cercando di influenzarne dall’interno le posizioni e le proposte, in particolare sulle questioni dei diritti civili e della laicità a noi più care. Questa è la scelta, ad esempio, di Cristiana Alicata.

Questo tentativo, che comprendo e rispetto, pur non condividendolo, ha avuto sin ora scarsi risultati per motivi strutturali legati alla composizione del partito stesso. Il voler far convivere all’interno della stessa compagine posizioni molto distanti, infatti, obbliga il PD a non poter scegliere e a tentare in ogni modo di nascondere o eludere queste questioni dietro formule riduttive e vaghe, allontanandole dal dibattito pubblico, facendole apparire come ininfluenti o poco centrali.

La questione è, però, che la componente cattolico-integralista, incarnata da Binetti e TeoDem, non è una componente accidentale o temporanea, ma è una parte costitutiva e centrale del progetto fin da quando lo stesso ex leader della Margherita Rutelli ha deciso di rafforzarla. La Binetti, come gli altri cattolici integralisti, vengono candidati e ricandidati perché sono funzionali a convogliare un certo tipo di elettorato che la dirigenza vuole conquistare e mantenere al partito e servono da garanzia vivente alla Chiesa e alla gerarchia vaticana. Permanendo queste condizioni, sono del tutto vane le speranza di indurre questi esponenti a cambiare posizioni, perché, politicamente, sono stati chiamati per dire, fare e rappresentare proprio quello che dicono, fanno e rappresentano. Perché altrimenti Rutelli avrebbe chiamato al senato la rappresentante scienza e vita? E perché nonostante le intemperanze, le polemiche, gli strali, i voti di sfiducia fatti o minacciati, i continui distinguo, questi sono stati puntualmente ricandidati e sempre difesi?

Del resto, il profilo politico, l’orizzonte ideale, i valori di riferimento, gli obiettivi strategici del PD sono talmente indefiniti da vedere al tuo interno candidati giovani industriali rampanti e precari di belle speranze, operai sopravvissuti a tragici incidenti sul lavoro e generali omofobi, politici di lungo corso ed ex prefetti. Non che diverse esperienze non possano convivere nello stesso partito, anzi, ma la logica verticistica, corporativa e molto pubblicitaria con cui sono state condotte queste scelte fa pensare a un’operazione d’immagine più che sostanziale e di contenuti.

Del resto lo spostamento a destra si allarga dalle questioni strettamente etiche a scelte di politica economica e a questioni generali, dove il leader Veltroni sembra aver mutuato dalla destra stile, linguaggi e contenuti.
Di fronte a questo quadro, e a una dirigenza che si è finora dimostrata assai poco permeabile alle contaminazioni sul fronte del riformismo laico e dei diritti civili (tanto che nella componente DS si sono registrati addirittura notevoli arretramenti) e così sensibile, invece, alle dinamiche di potere, agli equilibri interni di partito e alle sollecitazioni provenienti da Oltretevere, l’argomento dei laici del PD che sostengono il cuore e la base del partito non sono permeati dall’integralismo e che quindi la vera anima del partito finirà col prevalere, risulta fragile e mal posta.
Perché, infatti, questa base e questo cuore hanno accettato così silenziosamente le scelte del capo Veltroni in termini di candidature e non si sono scandalizzate con la forza e l’energia necessarie di fronte a certe affermazioni omofobe e illibertarie?
Perché si sono allineati alla linea ufficiale di basso profilo e copertura persino alcuni esponenti omosessuali che pure potevano giocare un diverso ruolo propositivo (come Lo Giudice, Scalfarotti o S-Concia)? Mentre un laico doc come Odifreddi ha deciso di mollare?
Questa posizione supina non promette bene per il futuro, perché mentre loro tacciono la componente integralista fa sentire ben forte la sua voce posizionando di fatto il profilo pubblico di tutto il partito.
Questo si è visto chiaramente, ad esempio al momento del voto sul Registro delle Unioni Civili a Roma, dove la componente laica si è piegata ai diktat di Veltroni e Bertone, allineata sulle posizioni catto-conservatrici-integraliste e ha votato no compatto, senza nessuna eccezione o dissenzo laico: avrebbe fatto lo stesso la componente teodem? Avrebbe rinunciato al distinguo? Queste sono domande a cui i laici del PD devono darsi onestamente delle risposte per scegliere il loro posizionamento futuro senza essere sempre succubi, politicamente e culturalmente.
La ragione è elettorale e banalissima: Mentre i TeoDem e la Binetti garantiscono un apporto di voti su un terreno di confine al centro e quindi in diretta contrapposizione con le forze di centro e di destra, voti quindi tatticamente fondamentali, i laici si trovano (tristemente) marginalizzati verso sinistra nel territorio di Sinsistra Arcobaleno e Socialisti. Due partiti che il PD vuole ridimensionare al massimo e, possibilmente, estromettere dal Parlamento. Su questo fronte è possibile sempre sbandierare la bandiera del voto utile e lo spauracchio della vittoria di Berlusconi e della destra, ottenendo quindi una massa di voti catalizzati dalla forzata bi-partizzazione, dalla paura e dall’ipotesi del male minore più che della scelta consapevole. Può essere un modo subdolo ma efficace per conquistare voti non identitari di quei partiti senza alcun confronto sui loro contenuti ma soltanto sfruttando le possibilità offerte dalla legge elettorale e dalla rendita di posizione di essere un grande partito in grado di competere con Berlusconi.
In questa operazione si sfrutta la scatola vuota delle tradizioni di provenienza (DS, Margherita) snaturate nei programmi e nella proposta politica, per puntare sull’inerzia della potenza dell’organizzazione, dei contatti e dei legami storici.

Ma se i contenuti del partito divengono conservatori e integralisti perché laici e progressisti dovrebbero continuare a votarlo solo sulla base di un’appartenenza storica alle famiglie originarie? O nella convinzione che soltanto in un grande partito, lavorando a cambiare le logiche e le posizioni di quel partito certi tematiche possono avere la forza necessaria?
Si dimentica che la forza di un partito la fanno il sostegno e i voti degli elettori. Che non si possono mai dare per scontati. L’arroganza del “io sono l’unico che può governare e può contrastare la destra perché abbastanza grande quindi anche se non sei d’accordo con me votami” è al nucleo antidemocratica. Cosa pensate accadrebbe se tutti i laici veri e riformisti si rivoltassero a questa posizione e votassero PS? Che quello che oggi appare un partitino insignificante del 2% passerebbe al 10, al 15% e se quegli stessi laici si iscrivessero compattamente a quel piccolo partito? Lo conquisterebbero contaminandone e rivoltandone la dirigenza e facendone un partito laico e riformista che desiderano. Molto più difficile farlo con una formazione già di per sé grande e nata su un patto di ferro tra due partiti e due dirigenze. Come l’esempio delle enormi assemblee costituenti elette ha dimostrato: quanto i singoli partecipanti hanno davvero contato? Chi ha deciso? I soliti due o tre, innegabilmente.

Se il Pd riuscirà ad ottenere “gratis” questi voti laici senza dover concedere quasi nulla sul piano dei programmi e dei contenuti, e questo grazie a quel voto ideologico senza ideologia, di cui parlava un mio amico Sciltian, e nonostante la presenza di illiberali, clericali, integralisti e omofobi, perché dovrebbe mai cambiare linea politica mettendo a rischio gli utilissimi voti cattolici per soddisfare le richieste laiche di chi comunque non avrebbe (on vorrebbe avere) altra scelta (soprattutto con Partito Socialista e Sinistra Arcobaleno sempre più indeboliti e marginalizzati)?

Non c’è nessuna ragione logica. Quindi se i laici del PD sosterranno e procacceranno voti al partito non faranno che rafforzarlo nella sua propensione clericale integralista, tanto più che quei voti non possono scegliere i candidati e non possono essere contati separatamente rispetto a quelli catto-integralisti, ma porteranno al Parlamento tutta la pattuglia conservatrice che ha voluto Veltroni, e anche di più.
I laici del PD che davvero vogliono lavorare a fare del PD una forza moderna riformista e laica, devono questa volta FARLO PERDERE, e impegnarsi al massimo per la sua sconfitta, dirottando più voti possibili sui partiti laici tipo PS e SA.
Solo assistendo a questa emorragia di preferenze laiche, misurabili nella crescita di quei partiti (tanto maggiore tanto meglio), il PD sarà costretto davvero a preoccuparsi della questione laica e cominciare a fare delle concessioni, a promuovere dei cambiamenti per riconquistare almeno una parte di quell’elettorato.
Una sconfitta sul fronte laico, oggi, servirebbe a dare centralità politica e peso al voto laico domani, che diventerà quindi un nuovo oggetto di attenzioni e di corteggiamento elettorale. Fondamentale è non dare al PD il voto dei laici (anche di quelli che credono nel futuro del PD) perché la dirigenza capisca che anche per avere il voto dei laici (come per il voto dei cattolici) bisogna spendersi, offrire contenuti, garanzie, ed evitare personaggi integralisti. Tanto più che un voto cattolico laico, riformista e di sinistra esiste è sempre più smarrito e deluso, non riconoscendosi assolutamente in certe posizioni ideologiche di stampo medioevale, e va ricuperato.
Quando i laici del PD avranno dimostrato che il loro peso elettorale deve essere conquistato ed è maggiore di quello della Bientti, allora la battaglia per un PD più laico e meno omofobo si potrà vincere.
Lo stesso discorso fatto per il voto laico (in parte sovrapponibile) è esattamente riproducibile per il voto glbt. La posizione condiscendente, obbediente ed allineata di S-Concia e Scalfarotto, non aiuta la causa glbt nel paese e nemmeno nel partito perché costoro si prestano a fare da specchietto delle allodole per un voto gayo ch sarà sempre più deluso e con sempre meno alternative, per cui non sarà visto come utile la sua conquista e il suo favore, se lo si dà per scontato. Se non ci sarà una doccia fredda che spazzerà anche questi personaggi, la questione omosessuale non potrà acquistare alcuna centralità, come quella laica e le posizioni corrispondenti saranno sempre più cacciate all’esterno del partito democratico e forse anche dell’arena politica.

La profezia della Senatrice Binetti secondo cui l’Italia non avrà mai una legge sulle coppie di fatto si sta realizzando con la complicità dei laici e degli omosessuali del PD, che non marcano le loro posizioni, ma, in nome dell’unità del partito, dell’obbedienza ai leader, si piegano a questa situazione.
In questo senso voglio anche ribadire la vera necessità dell'esistenza di forze laiche e di sinistra alla sinistra del PD (per il bene della stessa anima laica e riformista di quello stesso partito), la sopravvivenza e il rafforzamento di PS e SA, possono aiutare a garantire un rafforzamento della componente laica del PD, stimolata e consolidata anche all’interno del partito per la funzione di concorrenza da esercitare proprio verso altre liste più caratterizzate sulle questioni laiche e riformiste. Senza lo stimolo (e la paura) di una concorrenza laica sarà molto facile per il Pd adagiarsi sempre più sulle posizioni integraliste e clericali, spostandosi verso destra.

Ora sta a voi decidere cosa fare. Ma se volete davvero un Partito Democratico che sia laico e non omofobo (ll contrario di oggi insomma) il vostro impegno è cercare di far perdere il PD in queste elezioni per dargli una lezione sulla nostra e vostra forza e determinatezza. In questo concordo, ancora una volta con la lucida analisi di Sciltian (che vi invito a leggere, se non lo avetse già fatto) e con la convinzione che una sconfitta del PD ogi sia un bene per il PD e per l'Italia.
Per un partito non c’è lezione più chiara immediata che quella del voto e quello che alcuni sperano di fare con un certosino lavoro di convincimento lungo uno o due decenni, potrebbe essere ottenuto in due soli giorni, il 13 e 14 aprile.
Laici del PD fate del vostro partito un partito laico. Oggi, non domani!

giovedì 10 aprile 2008

Le ultime di Binetti vengono dalla Svezia

Proprio non sa resistere e allora gli ultimi chiarimenti sul Binetti pensiero ci vengono niente meno che dalla Svezia. Anche i giornalisti svedesi avranno teso una trappola all'ingenua senatrice sedicente democratica?
Sia come sia la cara Paola stavolta supera se stessa arrivando a chiarire a tutti noi cosa intende per diritti individuali: "tutti noi abbiamo gli stessi diritti e bisogni di mangiare, di avere una casa e di aver accesso ad un servizio sanitario che funziona. Questo non vogliamo negare a nessuno a prescindere dell'identità sessuale''.
Come dire che potevamo avere il dubbio che gli omosessuali dovessero essere lasciati senza mangiare, senza casa e senza assistenza ospedaliera? Siamo davvero rassicurati da queste affermazioni, avevamo davvero bisogno in Italia di un cosiddetto partito democratico che ci confermasse il diritto ad alimentarci. Siamo soddisfatti dei notevoli passi avanti che possiamo registrare e, del resto, il caritatevole spirito religioso della senatrice teodem non avrebbe tollerato che morissimo lentamente di inedia, freddo e malattie.
Forse chiederà di riottenere per noi la rapida e folkloristica morte sul rogo che ci si riservava la Chiesa dei secoli passati! Grazie, senatrice, grazie!

L'ultima volta avevamo suggerito a Binetti il voto del silenzio: ma la carne è debole anche per lei. Adesso cerchiamo di stuzzicare il suo gusto per il viaggio: Binetti, vada in Svezia, non rilasci loro solo interviste, magari impara qualcosa sui diritti civili! Però abbiamo l'impressione che un corso accelerato non basti; la prego si fermi 10 o 15 anni!
Nel frattempo noi cerchiamo di fare in modo che la sua profezia non si avveri: NON VOTIAMOLA, NON VOTIAMO PD.

Ecco la nota di agenzia:
''Una legge sulle coppie di fatto e il testamento biologico non avverrà mai in Italia''. Lo afferma la senatrice Paola Binetti, capofila della pattuglia teodem nel Pd, al quotidiano di Stoccolma Dagens Nyheter, che ha inviato una sintesi dell' intervista.
"Mi riservo già adesso di votare contro queste proposte'', annuncia la senatrice nel caso in cui dovessero esser ripresentati dei disegni di legge su questi due temi. ''Questi sono punti su cui noi cattolici dobbiamo combattere'', dice Paola Binetti che spiega al giornalista svedese Peter Loewe di aver sottoscritto quel punto del programma democratico in cui e' scritto: ''Il governo del Pd promuove il riconoscimento giuridico dei diritti, prerogative e facoltà delle persone stabilmente conviventi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale'', interpretandolo soltanto come riconoscimento di diritti individuali. Alla domanda se si può parlare di diritti individuali legati ad un'altra persona, Binetti, infatti, risponde: ''Certo, tutti noi abbiamo gli stessi diritti e bisogni di mangiare, di avere una casa e di aver accesso ad un servizio sanitario che funziona. Questo non vogliamo negare a nessuno a prescindere dell'identità sessuale''.(ANSA)

S-Concia

Paola Concia, esponente del PD, in una nota stampa sulle elezioni al Comune di Roma, invita tutte le persone lesbiche, gay e trans a votare Francesco Rutelli.
La scelta di questa convinta indicazione di voto, a poche ore dall'apertura delle urne e in un momento in cui la comunità GLBT romana e nazionale è straordinariamente impegnata e mobilitata a sostenere nella Capitale la candidatura laica di Franco Grillini, mi lascia basito.
Ancora una volta Paola Concia sceglie legittimamente di seguire le logiche interne e di partito, che risultano, però, del tutto estranee alle richieste e agli interessi del movimento glbt.
La candidata del PD non è nuova in questi tentativi di spaccare il movimento, facendo sempre prevalere gli interessi del suo partito all'affermazione dei diritti che dice di voler promuovere, come ha dimostrato il suo ruolo negativo, di fatto allineato a quello di Binetti e Cardinal Bertone, nella vicenda del Registro delle Unioni Civili a Roma.
L'invito che rivolge a gay lesbiche e trans è irricevibile, perché irricevibile è, per noi, la candidatura di Rutelli, e vuote le sue promesse di lotta all'omofobia.
Come può contrastare l'omofobia un personaggio politico che più di una volta se ne è fatto portatore in prima persona? che ha portato in Parlamento baluardi di omofobia integralista e clericale come Binetti, Bobba e simili? Che ha ritirato il patrocinio al World Pride del 2000, definendolo una “manifestazione contro”?
Fa sorridere poi la definizione di Concia, probabilmente auto-attribuita, di "storica leader del movimento per i diritti degli omosessuali". Ma ci si faccia il piacere!
Ancor più dopo queste parole Concia rappresenta solo se stessa.
Invito tutte le persone gay, bisessuali, lesbiche e trans a NON votare PD nemmeno in Puglia, dove Concia è candidata. Tanto più che proprio da quel partito sono venute, negli scorsi giorni, le reiterate dichiarazioni omofobe e integraliste di Binetti, Generale Del Vecchio e Marianna Madia.
Non facciamoci prendere in giro!

Ecco le sue dichiarazioni:

CONCIA: INVITO COMUNITA' GLBT A VOTARE RUTELLI
(DIRE) Roma, 10 apr. - "Da lesbica e cittadina romana io voterò
e invito tutte le persone lesbiche, gay e trans a votare per
Francesco Rutelli. Il centrosinistra romano è sempre stato un
laboratorio politico a livello nazionale e sono convinta che
un'affermazione positiva fin dal primo turno sia l'unico modo che
abbiamo per proseguire le riforme degli ulimi anni". E' quanto
afferma Anna Paola Concia, storica leader del movimento per i
diritti delle persone omosessuali.
"Nel programma di Rutelli si parla in maniera esplicita di
tutela dei bisogni e di accesso a tutti i servizi comunali per le
coppie di fatto- spiega Concia- di lotta all'omofobia e al
mobbing, di nuovi servizi, di formazione, informazione e
dell'istituzione di un Centro internazionale di cultura
omosessuale. Si tratta di un programma moderno, avanzato e
innovativo da sostenere perche' venga realizzato in tutte le sue
parti con il contributo della comunita' gay".

Come votare Grillini

Vogliamo votare Franco Grillini ed è importante capire come farlo per esercitare al meglio il nostro diritto di voto in massima rispondenza alle nostre esigenze e la nostra volontà ed evitando errori che possano fare annullare il voto.
La scheda su cui si esprime il voto per il comune di Roma è quella azzurra. Su questa troverete i simboli dei vari partiti collegati ai vari candidati sindaco. Ciascun canddato sindaco può essere collegato e sostenuto da una o più liste, ma ciascuna lista può essere collegato a UN solo candidato sindaco. Votando per una lista di partito senza mettere altre croci il voto viene quindi automaticamente esteso al candidato sindaco collegato. Viceversa il voto al sindaco non si estende alla lista collegata.
Al comune è anche possibile il cosiddetto voto disgiunto, votando per una lista e poi mettendo la croce su un diverso candidato sindaco non collegato.
Il modo più sicuro per votare Grillini a Sindaco di Roma e mettere la Propria croce sul rettangolo per il Sindaco attribuito a Franco Grillini.
Questo potrebbe essere sufficiente se intendiamo dare il nostro sostegno soltanto a lui senza esprimere preferenza per alcuna lista del Consiglio Comunale.
Se invece volete anche scegliere una lista potete mettere un'altra croce su una (solo una) lista per il Consiglio. La lista scelta può essere sia quella del PS (Partito Socialista), che proprone Grillini, sia una qualsiasi altra lista che intendiate votare (esempio Sinistra Arcobaleno, Radicali, PD etc...). In questo caso potete anche scrivere il nome di un candidato al consiglio che appoggiate.
IMPORTANTE: se votate per una lista del Consiglio diversa dal Partito Socialista è assolutamente fondamentale mettere la vostra croce anche sul rettangolo per GRILLINI sindaco, altrimenti il vostro voto andrà automaticamente al sindaco sostenuto dalla lista da voi appoggiata (es. Rutelli, se avete votato per Sinistra Arcobaleno o PD).
Potete, infine, esprimere la vostra prefernza con una croce soltanto sul simbolo del Partito Socialista (eventualmene scrivendo un nome di candidato consigliere che sostenete). In questo caso il voto verrà esteso anche a Grillini sindaco.
Esprimere il voto a questo modo ha anche il merito e il pregio di premiare il partito che ha candidato e sostenuto Grillini a Roma, riconoscendone il coraggio e la coerenza. Inoltre, anche a fronte di un risultato maggiore per Grillini, se la lista del PS, a lui collegata, non otterrà almeno il 3% dei voti espressi, non potrà eleggere alcun consigliere (il primo eletto consigliere sarebbe lo stesso Grillini) restando fuori dal neoeletto Consiglio Comunale.
Un ultimo consiglio: evitate di sovrapporre le varie schede al momento segnare le vostre crocette. Queste infatti possono imprimere i loro colori su quelle sottostanti macchiandole e rischiando di far invalidare il vostro voto.
Spero sia tutto chiaro e se avete commenti o precisazioni da dare o ricevere in proposito non esitate a farlo!
BUON VOTO PER GRILLINI
P.S.: sulla side bar a destra c'è anche un sondaggio sulle elezioni al comune di Roma: se non lo avete già fatto potete esprimere il vostro sostegno a Grillini (o a uno degli altri candidati) anche lì ;-) .

FRANCO GRILLINI SINDACO. IL NOSTRO VOTO LAICO

A Roma il 13 e 14 aprile abbiamo un grande potere e una grande opportunità assieme e dovremo cercare di utilizzare il primo e non sprecare la seconda.
La ricandidatura a sindaco della nostra città di un Rutelli ormai simbolo indiscusso del clericalismo peggiore che ha espresso il nostro Paese negli ultimi 10 anni, ha infatti suscitato una inevitabile reazione e la risposta offerta dalla candidatura di Franco Grillini a sindaco, sostenuto dalla mobilitazione dei laici, delle donne, dei riformisti più autentici e di tutto il movimento GLBTQ nazionale e cittadino.
La sua presenza ci consente di esercitare con grande autonomia e libertà il nostro voto dando un segnale di appartenenza ed esercitando una netta SCELTA LAICA a Roma. Una scelta positiva e non solo di contrapposizione. Infatti, viste le caratteristiche della contesa, consente, per la prima volta in una grande città italiana, al voto laico di sinistra (e non solo) e al voto glbt di contarsi e di pesare veramente.
È un occasione unica e forse irripetibile perché, con il sistema del voto disgiunto possibile alle elezioni comunali possiamo bene conciliare il nostro sostegno a Grillini Sindaco con la scelta di una lista di partito diversa, o anche votare Grillini e nessuna lista di partito al Consiglio Comunale. Una libertà di scelta e una flessibilità di voto che si può conciliare con le nostre diverse esigenze di rappresentanza, facendoci tutti trovare UNITI CONVINTAMENTE ad esprimere un voto laico e un desiderio di discontinuità con la politica clericale italiana e romana.
Con questo voto possiamo dare la nostra risposta alla bocciatura del Registro delle Unioni Civili lo scorso dicembre in Campidoglio, possiamo chiarire il nostro disgusto per l’esclusione degli omosessuali dei Rom e Sinti e disabili dai viaggi della memoria organizzati negli scorsi anni dal Comune, possiamo esprimere la nostra opposizione a una visione unica della famiglia e una rappresentazione della donna oggetto e incubatrice priva di autodeterminazione e libertà di scelta sulla sua vita (legge sulla fecondazione assistita e 194), possiamo chiedere coraggio nelle scelte, e dare forza a chi davvero vuole esprimere politiche laiche coerenti all’interno dei vari partiti.
Se Rutelli avesse “gratis” i nostri voti soltanto per aver sbandierato lo spauracchio di Alemanno saremmo tutti sconfitti. La sua arroganza ne uscirebbe rafforzata e lui, giustamente, non avrebbe nessuna ragione per ascoltare le nostre esigenze e le nostre richieste. Come possiamo aspettarci rispetto se ne anche noi ne dimostrassimo per noi stessi. Come possiamo chiedere ascolto se presentassimo ancora una volta un' immagine di divisione e una voce flebile e incerta?
Un vero, grande, esteso voto laico, invece sarà una pietra miliare della politica romana e italiana. All’indomani del voto anche noi avremmo un peso elettore e una forza contrattuale, così ché finalmente anche le istanze laiche e riformiste avrebbero dignità politica e chi vorrà conquistarsi questi voti saprà che potrà farlo solo con scelte laiche vere e coerenti e non con qualche pacca sulle spalle.
Abbiamo un’opportunità unica non buttiamola. Dobbiamo votare e fare votare FRANCO GRILLINI SINDACO DI ROMA.
Ognuno di noi, questa volta può davvero giocare un ruolo fondamentale con il suo voto, con il suo appoggio, con il suo passaparola. Ogni nostro singolo voto avrà un peso e un valore dopo le elezioni e maggiori e migliori saranno i risultati finali più forti saremo noi tutti uniti.
Per una volta possiamo dare un contributo vero a riportare questo paese in Europa! Non sprechiamo il nostro voto! Non facciamoci intimorire dalla falsa retorica del voto utile, non turiamoci naso, orecchie e occhi ancora una volta. Doppiamo essere i veri protagonisti di questo momento.

PER ROMA LAICA, PER L’ITALIA LAICA

A ROMA VOTIAMO GRILLINI SINDACO

mercoledì 9 aprile 2008

Maratona di Blogger per Grillini Sindaco di Roma

Naturalmente aderisco e sostengo la maratona di blog che domani dedicherà il suo vivace e colorato sostegno alla candidatura di Franco Grillini a Sindaco di Roma.
Questo vuole essere più di un gesto simbolico, ma un impegno concreto e un contributo pratico a una campagna difficile e tutta in salita per dimostrare che noi tutti, uniti, coi nostri mezzi, le nostre riflessioni, il nostro passa parola possiamo cambiare le cose e mandare un segnale forte alla politica.
Nel dichiarare questa adesione (scontata per chi conosce me e il mio blog) mi fa piacere ricordare l'episodio storico di MARATONA. Qui si è svolta una fondamentale battaglia in cui l'esercito ateniese, guidato dal generale Milziade, sconfisse l'enorme armata d'invasione dell'impero Persiano. Simbolicamente la vittoria della piccola città ateniese rappresenta la vittoria della libertà e della democrazia contro la tirannide e l'arroganza persiana. La prova che anche con una enorme disparità di potenza, la forza dei cittadini uniti per difendere la loro libertà e i principi su cui si fonda la democrazia può resistere a una moltitudine di schiavi invasori.
Questa è la missione che spetta a tutti noi uniti. Porre un'argine a un pensiero unico arrogante e neo-integralista. Quanti più saremo, quante più persone coinvolegeremo e convinceremo, tanto più ampio sarà il peso di un voto laico chiaro e compatto, tanto più non potranno più ignorarci.

Prima del mio contributo di domani intanto io gioco d'anticipo con due piccoli pezzi collegati che avevo scritto per un quotidiano, ma sono stati ritenuti inopportuni perché troppo "schierati". Be' almeno qui mi posso schierare, che ne dite?

1- QUALE PAPA PER ROMA
Il 13 e 14 Aprile a Roma per i più la scelta si riduce al binomio Rutelli – Alemanno, i due candidati con più chance di vittoria. Il primo è favorito, ma sembra arrancare rispetto al consenso che ottenne Veltroni nel 2006. Sulla sua corsa si allunga l’ombra di Franco Grillini.
Nonostante l’accordo con la Sinistra Arcobaleno e con i Radicali, il profilo del candidato Rutelli è molto diverso da quello di qualche anno fa. Su molti punti si è spostato a destra: diritti civili, laicità, scelte e libertà individuali e della donna, ma anche sicurezza e politica economica. Ha inventato i TeoDem, portando in parlamento Binetti e company, si è allineato alla destra e ai diktat della Chiesa sulla legge 40 (fecondazione assistita), si è opposto alle liberalizzazioni di Bersani, che pure sono stati tra i provvedimenti più apprezzati del passato governo.
Risulta insomma inviso all’elettorato di sinistra, laico, femminista, riformista. Invotabile al pari di Alemanno.
Ecco allora che nella scelta tra un papa Alemanno e un papa Rutelli entra il terzo incomodo Franco Grillini. L’esponente del movimento GLBT scende sulla piazza romana (sostenuto dal PS) con un programma fortemente incentrato sulla laicità e sui diritti, sull’inclusione e sull’innovazione. Molti sceglieranno anche il voto disgiunto (es. Sinistra Arcobaleno o PD e poi Grillini come sindaco) per dare un messaggio chiaro: Roma non è il Vaticano. Non ancora.

2 - FRANCO GRILLINI, ROMA LAICA
La candidatura al Campidoglio di Franco Grillini, noto esponente del movimento gay-lesbico, è maturata come unico antidoto laico e di sinistra nel confronto tra due candidati clericali come Gianni Alemanno, alfiere della destra capitolina, e Francesco Rutelli, di ritorno nella Capitale dopo gli anni di politica nazionale che lo hanno visto scivolare su posizioni confessionali e conservatrici.
Rutelli, nonostante il sostegno di Radicali e Sinistra Arcobaleno, risulta ormai inviso al popolo della sinistra, laico, femminista, riformista. Per noi l’ex sindaco risulta ormai invotabile quanto Alemanno. Il suo volto invecchiato non esprime più le speranze di rinnovamento del primo mandato, ma richiama piuttosto le posizioni integraliste favorevoli alla legge 40, contrarie a unioni, diritti civili e autodeterminazione delle donne. Come anche il ritiro al World Pride del 2000.
La candidatura di Grillini, nata “contro”, diventa una candidatura “per”. Una proposta che dà peso al voto in fuga dalle scelte uniformanti e, attraverso un programma laico, riformista e inclusivo, offre una possibilità di partecipazione a chi invece si sarebbe sentito escluso e cacciato sul terreno dell'astenzione e dell'antipolica
Un voto a Grillini sindaco, anche disgiunto rispetto al Consiglio, diventa un’arma democratica in mano ai cittadini per contare la forza propulsiva di un riformismo laico e moderno che in Europa è l’anima della sinistra di governo e in Italia sembra escluso dalla dialettica politica.

Quale Paese?

Fino a qualche giorno fa, all'aeroporto di Roma Fiumicino potevamo trovare certelli e manifesti elettorali del cosidetto PD con lo slogan "Non pensate a quale partito, pensate a quale Paese".
Spagna, Olanda, Svezia, Canada, Sudafrica... ecco la nostra scelta, di paesi laci e che garantiscono pari diritti agli omosessuali... E l'indovinata (forse autoironica) collocazione in un aeroporto non fa che amplificare un desiderio di fuga, soprattutto al pensiero di quel che ci aspetta qui nella nostra Italia.
Ho l'impressione che la Binetti e molti suoi compagni sedicenti democratici teodem (candidati del cosidetto PD) guardino invece alla monarchia assolutista, autocratica e teocratica del Vaticano, alle sue consorelle come Iran e Arabia Saudita. Paesi, questi ultimi, in cui l'omosessualità è punita con la pena capitale.
Io vorrei un paese laico ed europeo, in cui tutti gli integralismi, le tentazioni di stato etico, le intolleranze siano banditi. Karl Popper, uno dei filosofi alfieri del liberalismo contemporaneo, sosteneva: "La società aperta è aperta a tutti tranne che agli intolleranti".
Io non ho dubbi su che Paese voglio... e per questo NON POSSO VOTARE IL Pd di Binetti e teodem, di Del Vecchio e Madia, di Rutelli e Serra e Franceschini e Veltroni.
Ecco, quando andrete a votare pensate bene a quale Paese volete: La Spagna o l'Iran? Il Canada o la Città del Vaticano? L'Afganistan dei Taliban o Il Sudafrica di Mandela e Nadine Gordimer? L'Arabia Saudita o La Svezia?

martedì 8 aprile 2008

Firenze multa i mendicanti


- Il Comune di Firenze ha deciso di multare i mendicanti perché intralciano i passanti...
- E se non pagano la multa?
- Gli pignorano il cartone o gli mettono o gli mandano una cartella esattoriale!

Dopo i Lavavetri il Comune di Firenze se la prende coi mendiacnti e, capiamo pure che possano essere d'intralcio a qualche anziano pedone, o sgradevoli a vedersi per una città d'arte che fa dell'immagine un patrimonio, ma davvero un amministrazione di centrosinistra non riesce a trovare altre soluzioni? e ha bisogno di delibere comunali contro i mendicanti?
Le spiegazioni dell'assessore comunale alla sicurezza Graziano Cioni sono incredibili:
«L’accattonaggio non è un reato, ma i mendicanti distesi per terra sono un grave ostacolo. Non stiamo pensando a un’ordinanza, come quella che ha bloccato i lavavetri, ma a un nuovo regolamento della polizia municipale che preveda anche nuove norme sul fenomeno e che dovrà poi essere approvata dal Consiglio».
Per Achille Serra, ex prefetto di Firenze e candidato alle elezioni per il Pd nel collegio Toscana, il provvedimento è giusto e ben fatto: «Penso che tutti i comuni dovrebbero adottare questo regolamento... non si tratta di contrapporsi agli emarginati ma di rendere la città accettabile. Le città sono l'immagine del nostro Paese». Insomma il problema per Serra è di immagine edi stile, non è quello di dare casa, cibo e ricovero ai senza tetto. Del resto lo stesso Serra, da prefetto di Roma, sostenne (e difese in TV) la scelta delle telecamere contro la prostituzione sulla via salaria, con le conseguenze che tutti consociamo!
Moretti chiedeva a D'ALema di dire qualcosa di sinistra... per molti candidati del PD questo è impensabile ci ancontenteremmo che se ne tornassero a star zitti da dove sono venuti.

Emma Bonino - PD = Perdita di Obiettivi

I Cattolici integralisti, Teodem e conservatori che temevano (o fingevano di temere) che l'ingresso dei radicali avrebbe stravolto in senso "laicista" gli equilibri del PD possono dormire sonni tranquilli. A sentire le dichiarazioni di Emma Bonino ad un comizio romano sembra piuttosto l'opposto. Pur di sostenre Rutelli la candidata Radicale abbandona la battaglia del Registro delle Unioni Civili nella Capitale.
PD: Perdita d’obiettivi
Probabilmente PD è l’acronimo di “Perdita D’obiettivi” e nessuno lo sapeva. L’ultima e preoccupante dimostrazione in ordine di tempo ci arriva come una doccia fredda dalla Ministra Emma Bonino che, in un comizio nel X municipio di Roma, ha affermato che sulle Unioni Civili deve legiferare il Parlamento, legittimando così il candidato Sindaco di Roma Rutelli a non farne accenno nel suo programma elettorale.
La Ministra Bonino ha ragione quando dice che di questioni come le Unioni Civili sono temi di rilievo nazionale, ma il programma del Partito Democratico in cui è candidata non va certo in questa direzione, limitandosi a poche scarne parole sui diritti dei conviventi, mentre le affermazioni di altri autorevoli esponenti sembrano più colme di omofobia che di desiderio di dare riconoscimenti.
Le esperienze del passato e del presente ci portano ad avere sfiducia sulla possibilità di vedere un accordo sul fronte delle nostre richieste e ormai i cittadini italiani sanno benissimo che anche nella prossima legislatura la maggioranza dei parlamentari sarà direttamente manovrata da Papa Ratzinger e dai suoi sodali di cilicio muniti. In questo quadro un impegno concreto sui registri nelle grandi città e nella capitale è uno dei pochi strumenti che ci restano per spingere nella direzione dei riconoscimenti e per offrire ai cittadini delle risposte a domande di cittadinanza e uguaglianza.
Gli stessi Radicali di Roma sono stati fortemente impegnati al nostro fianco per il registro delle unioni civili fino a pochi mesi fa e questa svolta repentina appare, quindi, sorprendente e fortemente condizionata dal legame che hanno stretto con il Pd sia a livello nazionale che locale, persino nel sostegno a un candidato come Rutelli che non offre alcuna garanzia di laicità e di progresso sui diritti civili.
Ma, Ministro, forse possiamo dire che oggi Roma val bene una messa?
Ci dispiace che la Ministra Bonino, nella quale abbiamo sempre riposto fiducia, possa oggi piegarsi a queste logiche compromissorie, e le sue affermazioni, che indicano come anche battaglie di decenni possano essere accantonate su pressioni dei clericali teodem, ci rafforzano nelle nostre scelte e nelle nostre indicazioni per cui ribadiamo che l’unica opzione laica, riformista e coraggiosa a Roma è un voto per Franco Grillini sindaco.
Andrea Maccarrone
Direttivo Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica – Andrea Berardicurti

Alemanno e l'illegalità delle affissioni elettorali





Alemanno, candidato sindaco di Roma per il Popolo della Libertà si propone da sempre come alfiere della sicurezza e della legalità.
Com'è possibile allora che i suoi manifesti elettorali (e non è il solo ovviamente) e altri del suo partito non rispettano nessuna norma minima di decenza e le comuni norme di divieto di affissione sugli edifici e sui cassonetti pubblici?
Lo spettacolo della città e dei quartieri deturpati da quintali di manifesti e affissioni selvagge, dappertutto è indecente, segno di degrato e bruttura.
Se Alemanno vuole essere credibile quando parla di legalità deve decidersi a rsipettarla egli stesso e a rispettare tutti noi cittadini che vorremmo non doverci trovare il suo faccionne appicicato dappertutto sulle facciate delle nostre case. Non penso che a lui farebbe piacere avere i suoi stessi manifesti sulla facciata di casa sua, perché allora dobbiamo sorbircelo noi?
N.B. La stessa cosa vale per tutti i candidati di tutti i partiti, ma almeno molti di loro ci risparmiano sermoni sulla legalità.

lunedì 7 aprile 2008

Voto utile? Voto LAICO

Ha fatto rumore nei giorni scorsi l’ulteriore appello di Franceschini, numero due del PD, ad un voto che premi i due maggior partiti nella scelta di chi andrà a governare il Paese. Pur scansandone la definizione il riferimento è sempre a quel “voto utile” che ci dovrebbe spingere, complice una legge elettorale truffa, verso un forzato bipartitismo in salsa italiana.
Così facendo, Franceschini mira a rafforzare la concentrazione dei voti sulle due forze considerate maggiori (PD e PDL) e ad eliminare la rappresentanza degli altri, ma dà anche per scontato il voto degli elettori. Nessuna legge naturale ha fissato ora e per sempre che PD e PDL siano i due maggiori contendenti per il governo. GLi unici a poterlo decidre sono i cittadini italiani attraverso l'esercizio del loro voto. Gli elettori di centrodestra, stanchi delle istrionate del Cavaliere e dei fucili verbali di Bossi potrebbero ben votare in massa il più pacato Casini, così come nel centrosinistra i riformisti socialisti laici potrebbero voltare le spalle al cosiddetto Pd di Binetti e generale Del Vecchio e scegliere il profilo laico del Partito Socialista di Boselli, o più attento alle questioni sociali della Sinistra Arcobaleno di Bertinotti.
In democrazia, al momento del voto, gli elettori riacquistano la loro piena sovranità e sta a loro capovolgere gli esiti di confronti dati troppo presto per scontati. Inoltre l’esponente democratico non spiega perché chi non crede nel PD e nelle sue capacità di governo dovrebbe votarlo, o meglio lo sottintende: sarebbe il solito voto contro (Berlusconi paragonato in questo caso a Bush). "Se non volete Berlusconi dovete votare per noi": quel tipo di politica contro che Veltroni diceva di essersi lasciato alle spalle.
Gli elettori devono riprendersi il potere di scegliere di votare in base alle loro convinzioni anche per contenere un’assurda arroganza della nostra classe politica che pretende di fare le sue scelte sulle nostre teste, e a prescindere dal voto, dando per scontati i risultati. Solo una collettiva presa di coscienza del potere che ha ciascuno di noi nell’urna e tutti noi in forma organizzata, può finalmente ridare potere e significato al voto, non riducendolo a pura formalità e restituendo dignità a noi e alle istituzioni.
Così hanno fatto gli elettori spagnoli scegliendo Zapatero nel 2004, all'indomani degli attentati di Madrid, decidendo di punire la sicumera di Aznar, dato ampiamente per favorito, e la sua cattiva gestione dell'informazione di quel tragico episodio!
Mi sembra paradossale che a fare la forza di un PD sempre più conservatore nella porposta politica economica e sui diritti siano proprio quei cittadini che in altre circostanze mai voterebbero certe proposte. A portare in parlamento Binetti, Madia, Del Vecchio, Bobba, Carra, Gramaglia, Baio Dossi, Calearo, Serra, Fioroni, Bindi, Rutelli sarà anche il voto dei gay e lesbiche del PD o simpatizzanti e di tutti coloro che pur non riconoscendosi in loro sperano di e si illudono così di sbarrare il passo al ritorno di Berlusconi. Questi gay, queste lesbiche, questi laici, questi riformisti voteranno per chi li insulta, li calpesta, per chi tenta in ogni modo di marginalizzare o sterilizzare i loro valori, le loro richieste, le loro posizioni politiche, la loro cultura e, persino la loro identità.
Non si rendono conto che Berlusconi sul PD ha già vinto, a prescindere da come vada il voto, perché ha vinto sul piano culturale attraendo a destra quel partito e molta della sua dirigneza.

Se la legge elettorale per il Parlamento lascia meno speranze e da meno autonomia ai cittadini, la legge che regola il voto nei grandi comuni, con il doppio turno e la possibilità del voto disgiunto (votare una lista per il consiglio e un diverso candidato a sindaco), consentono agli elettori più autonomia e più libertà di manovra.
A Roma, per esempio, la scelta non può essere artificialmente ridotta ai due maggiori contendenti: Rutelli e Alemanno. Infatti, entrambi presentano un medesimo profilo clericale, per cui per i laici, le femministe, i riformisti, gli elettori di sinistra e la comunità glbt il voto può utilmente andare ad un candidato laico e simbolicamente forte come Franco Grillini, esponente storico del movimento gay-lesbico, candidato dal PS a sindaco di Roma. Per i due clericali essere mandati al secondo turno dal peso di un voto libero e laico sarebbe un segnale forte e salutare!
Dal mio punto di vista, quindi, l’unico voto utile è un voto libero, un voto LAICO. L’unico voto in grado di garantire un futuro moderno e solidale a questo Paese, l’unico modo per fare progredire in Italia i diritti civili e sociali, una società pluralista, inclusiva, accogliente e fiduciosa, delle istituzioni rappresentative, rispettate e autonome dalle ingerenze clericali (tutte cose che per inciso il PD non garantisce).
Il 13 e 14 aprile siamo noi i sovrani, non sprechiamo questa opportunità!

Nadine Gordimer da Fazio

Nadime Gordimer, premio Nobel per la letteratura e in prima linea per anni nella lotta all'apartheid nel suo Sudafrica è stata ieri ospite di Che Tempo che fà di Fabio Fazio.
Davvero soprendendete la lucida determinazione e la forza del pensiero che trapare da ogni sua parola e dal suo sguardo fiero: la soddisfazione per aver dato il suo contributo, pur modesto a spazzare via dal suo Paese l'onta e l'orrore di un regime di segregazione razziale, il riconoscimento a chi per quella lotta ha messo in gioco la vita, la libertà gli affetti con la consepovelezza che non si ammetteva la sconfitta.
Come chiara appare la consapevolezza delle grandi differenze e degli ostacoli che la giovane democrazia (solo 14 anni) deve colmare, soprattutto in termni di diseguaglianze sociali ed economiche tra bianchi e neri.
Ma la Gordimer può vantare dalla sua parte "La costituzione più avanzata del mondo che riconosce la piena uguaglianza di tutti i cittadini non solo riguardo la razza ma ancheal genre. Da noi i cittadini siano essi eterosessuali, omosessuali, lesbiche sono uguali per la legge". Queste le parole di una signora ottantacinquenne che ha fatto della lotta al razzismo e alle discriminazioni la principale ragione della sua vita, del suo impegno civile, sociale, politico e artistico. Dovremmo anche noi inchinarci e apprendere da una così salda coerenza di principi che ha portato il popolo sudafricano all'avanguardia, dopo aver sofferto per troppo tempo la legge dell'odio e del sopruso.
Coerentemente con quanto dice, infatti, anche il matrimonio omosessuale è ormai da diversi anni riconosciuto in Sudafrica, unico paese africano e tra i pochi nel mondo.

Possiamo dire la stessa cosa dell'applicazione della nostra Costituzione in Italia? Laddove esponenti di quasi tutti gli schieramenti politici citano a sproposito la costituzione, all'articolo 29, proprio per negare quei riconscimenti che garantirebbero una vera e piena eguaglianza dei diritti anche per i cittadini omosessuali e un riconoscimento pieno dei loro legami affettivi?

domenica 6 aprile 2008

IRAQ: una vignetta più di mille parole


A volte un'immagine rende un'idea o una situazione più di mille parole. Anche con una inevitabile amarezza, quando, come parlando dell'Iraq, sono in gioco tantissime vite umane e la stessa sorte di un intero martoriato Paese, ormai in stato di guerra da 5 anni!
La vignetta in questione è stata copiata dall'Internationa Herald Tribune di oggi. Per chi non ha familiarità con l'inglese la nuvoletta dice "La situazione si è stabilizzata!"

Centrodestra vs Centrosinistra: politiche economiche a confronto

Alcuni giovani che fanno un master alla London School of Economics propongono, al seguente link
http://quattrogattilse.googlepages.com/, un'analisi comparativa delle politiche economiche e fiscali dei passati governi di Centro Destra e Centro Sinistra.
Utilizzando un linguaggio semplice, chiaro ma economicamente corretto colmano un vuoto di informazione che i grandi media non possono o non vogliono proporre. Leggetelo perché in breve tempo riesce a dare un nucleo di informazioni illuminati e assai immediate.
Devo dire che questo modo di fare informazione, e anche di fare comunicazione politica mi piace molto, al di là della valutazione dei risulati che emergono e dei limiti di un lavoro di impianto macroeconomico e che non può necessariamente rendere la complessità di politiche economiche e tanto il loro impatto reale sulla vita delle persone. Come anche evidentemente non vi si parla della qualità della spesa sociale, dell'impatto dell'inflazione, di pensioni e precariato, di investimenti infrastrutrurali, tutela della salute, dell'ambiente etc..
Loro mettono un tassello e offrono alcuni elementi utili alle valutazioni e alle scelte che tutti i cittadini possono valutare liberamente incrociandoli con altre informazioni e considerazioni, o anche criticare, ma con elementi concreti, si spera.
Io vi riassumo brevemente alcuni punti ma invito a leggere interamente il documento, che è breve e di facile approccio:
1) Il Debito pubblico, oltre ad essere uno dei famosi parametri europei, è una zavorra per la finanza pubblica italiana, e per le generazioni presenti e future, perché offre pochi margini di manovra alle politiche economiche e costa molto in termini di interessi da pagare. Ridurlo consente anche di aumentare la fiducia dei creditori e quindi ridurne i costi gestionali: un doppio risparmio.
Durante i governi del centro sinistra del 1996-2001 il debito pubblico è sceso costantemente passando dal 120% del PIL a poco più del 100%, mentre il cosidetto Avanzo Primario, la differenza tra entrate e uscite al netto degli interessi sul debito, cioè le risorse per coprire questo debito si manteneva stabile a livelli intorno al 5%. Durande il Governo Berlusconi il debito Pubblico ha ripreso a salire e l'avanzo primario quasi azzerato. Insomma la stabilità finanziaria italiana è peggiorata negli anni del governo di centrodestra.
2) Il differenziale della crescita italiana rispetto a quella europea, americana e mondiale è stato sempre maggiore (in negativo) con il governo di centrodestra. Questo smentisce un leit motiv di Tremonti che attribuisce la crisi italiana durante gli anni del suo Governo alla crisi mondiale.
3) La riduzione fiscale attuata dal Governo Berlusconi è stata in senso "Regressivo" per i redditi più bassi fino a 15.000 €, cioè è in percentuale (e naturalmente in assoluto) è stata crescente al crescere dei redditi e dai 15.000 € in poi lievemente descrescnte (progressiva). Possiamo dire che quindi ha favorito i redditi medio alti, sia intermini relativi che ancora più marcatamente che in termini assoluti.
La correzione attuata dall'ultimo Governo Prodi ha effettivamente aumentato in mediaa la pressione fiscale ma l'ha sensibilmente riequilibrata in senso progressivo, accrescendo i benefici per le fasce più deboli e limitando (senza annullarli) quelli per i redditi molto alti. Insomma, è andato in direzione di una maggiore progressività fiscale a vantaggio dei redditi minori.
Parte dell'accresciuta pressione fiscale è stata effettivamente ottenuta dalla lotta all'elusione e evasione fiscale, mentre è da sottolineare che durante il governo Berlusconi a una riduzione delle aliquote ha affiancato un'aumento della spesa pubblica (con conseguente peggioramento dell'avanzo primario e aumento del debito pubblico).

La diagnosi che offrono i nostri "Quattro gatti" è in sintesi semplice: in termini di giustizia fiscale, debito pubblico, buona gestione finanziaria e crescita economica i Governi di Centro Sinistra hanno fatto sempre meglio di quelli di Centro Destra. Questo, aggiungo io, in barba alla facile probaganda da imprenditore di successo che trasferisce le sue capcità acquisite nel successo economico privato alla gestione della cosa pubblica.
Una cosa non ci dicono correttamente i "Quattro gatti" (non entrava tra i loro obiettivi): di fronte a una quadro così negativo della finanza pubblica durante il premeriato di Berlunsconi come sono andate le sue finanze personali e l'economia dei gruppi editoriali (Mediaset in testa) da lui controllati? Seconodo me assai meglio di quelli italiani!

sabato 5 aprile 2008

Ponte di Calatrava a Gerusalemme: alcune considerazioni sulle scelte urbanistiche lì… e qui

In questi giorni è possibile leggere delle polemiche sorte nel paese in merito al ponte progettato dall’ingegner Calatrava per Gerusalemme.
Ne parlo perché sono stato diverse volte in quella città, che amo particolarmente e dalla storia del ponte voglio trarre alcune considerazioni più generali.
La scorsa estate ho potuto notare i lavori per quest’opera, pensata come ponte di cavalcavia ferroviario nella zona nord ovest della città, nel punto di incrocio tra le importanti Jaffa street e Herzl Road, in direzione Tel Aviv, e non lontano dalla nuova stazione centrale dei bus.
La sua costruzione, che costerà l’enorme (e spropositata) cifra di 70 milioni di dollari, è stata voluta dall’allora sindaco della Città Ehud Olmert, oggi premier israeliano, e viene da molti criticata per l’enorme impatto visivo (alta 120 metri – sarà l’edificio più alto della città), per i costi sproporzionati rispetto all’utilità, per la scelta della location in un’area già terribilmente congestionata di traffico ed edifici e male urbanizzata.
Io non voglio entrare nello stretto merito della scelta ma fare un paio di considerazioni più generali rispetto alla mia esperienza di Gerusalemme e dei suoi abitanti.
1) Olmert è considerato da molti, soprattutto dagli intellettuali laici, uno dei peggiori sindaci che Gerusalemme abbia mai avuto. Il suo mandato è corrisposto a un periodo di forte recessione economica della città, desertificata delle sue componenti più evolute ed economicamente dinamiche, di intellettuali, giovani, laici e lasciata in mano alla componente ultraortodossa e conservatrice e, poi, alla lobby dei costruttori e degli speculatori edilizi. Ad esempio la scorsa estate un gruppo di famglie viveva accampate in tende in una centrallisma piazza perché pur lavorando non potevano permettersi l'affitto di casa. Una situazione a cui il sistema sociale non riesce più a fare efficacemente fronte e che dimostra un notevole deteriomento del tessuto economico.
2) Al di là del caso del ponte, è invalsa a Gerusalemme (come a Tel Aviv) l'abitudine di demolire costruzioni più vecchie per sostituirle con moderne torri vetrate o nuovi palazzi. Questa scelta mi sembra incredibile, soprattutto considerando che ci si trova in una delle città più antiche e cariche di simboli del mondo.
Vero è che la parte "moderna", fuori dalla cerchia delle mura cinquecentesce è stata urbanizzata in tempi relativamente recenti, a partire dalla seconda metà dell’ottocento, ma era ed è pur sempre caratterizzata da quartieri e da uno stile semplice e lineare, spesso molto affascinanti, per esempio pregevoli edifici bahaus, o case basse e sobriamente eleganti magari circondate dal verde.
Invece molte costruzioni, anche centralissime vengono abbattute per far posto a moderni grattacieli e a speculazioni edilizie vere e proprie, spazi verdi o ancora liberi invasi dal cemento. Due casi per tutti: l’anno scorso furono scatenate polemiche per la decisione di edificare nel luogo di un antico cimitero islamico-ottomano, considerato patrimonio culturale Unesco e, ovviamente, caro alla comunità palestinese, collocato tra l’altro proprio vicino al centralissimo parco dell’indipendenza, non lontano da Ben Yehuda street e dal famoso hotel King David; assurda mi è parsa la decisione di costruire una moderna zona commerciale, per quanto onestamente dallo scarso impatto visivo, proprio sotto le mura della città vecchia, immediatamente fuori dalla Porta di Jaffa e in un’area prima libera da costruzioni (e ricca di resti archeologici) che offriva uno splendido colpo d’occhio alla rocca della città per chi veniva dalla strada di Bethlehem. Una scelta urbanistica che giudico assolutamente miope e incosciente.
Non sono tra coloro che pensano che le città storiche debbano essere lasciate come dei musei vuoti del tutto intangibili e morti, indifferenti a qualsiasi moderna esigenza o sensibilità, ma credo che ci debba essere più rispetto per la bellezza, il paesaggio e l’ambiente che sono patrimonio di tutti e meno per gli interessi degli speculatori.
E il discorso vale per Gerusalemme, ma ovviamente per le nostre tante città d’arte e per i tanti piccoli ma preziosi paesi e panorami che caratterizzano il nostro paese e la nostra storia!
Mi sembra triste notare come in Italia fino a 70 anni fa c’era comunque un gusto per il bello che oggi sembra abbandonato (contrariamente ad altri paesi) . In passato persino le costruzioni popolari o le case operaie avevano una certa cura dei particolari e certi obbrobri di caserme o alveari umani (come quelli fioriti nelle nostre periferie) erano semplicemente inconcepibili.
Nonostante la passione per il nuovo e un'edificazione accelerata, devo dire che in questo in Israele stanno meglio di noi, la qualità dell’edilizia anche contemporanea e popolare rimane in media decisamente superiore a quella cui siamo abituati, e spesso persino sorprendentemente gradevole. Quell’area commerciale sotto le mura non è brutta, in assoluto, ma semplicemente inappropriata nella collocazione. Pity!
Per concludere un'altro piccolo parallelo che avvicna Gerusalemme alla nostra Firenze. Anche Gerusalmme ha scelto (anche lì non senza polemiche) di avere una linea di tram, che passerà per il centro della città, in questo caso vicino alle mura nel'angolo della Porta Nuova (New Gate)

venerdì 4 aprile 2008

IL CIRCOLO MARIO MIELI A BERTINOTTI: INSIEME PER LA RISCOSSA

Come molti sapranno oggi il Presidente della Camera e candidato premier della Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti ha incontrato la comunità LGBTQ a Roma nella sede del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.
Al di là dei contenuti è di ogni altra considerazione politica, mi fa piacere sottolineare che è la prima volta in Italia che un candidato premier (e oltre tutto Presidente della Camera) ci incontra pubblicamente e "senza rete" la nostra comunità accettando un confronto libero e schietto.
Se la politica è fatta anche di gesti, di simboli, di azioni. Certmanete questo è un messaggio di attenzione significativo che ci aiuta a sperare in un periodo per molti altri versi poco felice.
A seguire il Comunicato del Circolo Mario Mieli sull'incontro. Prima però permettetemi di ringraziare pubblicamente la nostra Presidente, Rossana Praitano, per aver dimostrato, con quest'incontro e con le sue dichiarazioni, la sua abilità e lungimiranza nel muoversi in questa difficile contingenza politica (E in molte altre) conciliando sempre un approccio di realismo pragmatico e una coerenza politica e culturale sempre più rara a trovarsi. Rossana, GRAZIE.
IL CIRCOLO MARIO MIELI A BERTINOTTI: INSIEME PER LA RISCOSSA
LA QUESTIONE GAY DEVE ESSERE UNA PRIORITA’ POLITICA


Un impegno concreto, senza se e senza ma, è quello richiesto al candidato premier della Sinistra l’Arcobaleno da Rossana Praitano, presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, in un incontro tra Bertinotti e i rappresentanti del movimento gay-lesbico-trans italiano (Mario Mieli, Arcigay, Arcilesbica e Movimento Identità Transessuale), riuniti oggi presso la sede del Circolo Mario Mieli.
La storica associazione gay romana, che quest’anno festeggia il venticinquennale dalla sua fondazione, ha infatti ospitato per la prima volta nella storia politica italiana un incontro tra un candidato premier e la comunità glbtq. La sala gremita ha accolto con un vivace e partecipato contraddittorio l’occasione di confronto con il leader della Sinistra l’Arcobaleno.
“Apprezziamo l’apertura della Sinistra l’Arcobaleno nei confronti degli omosessuali - dichiara Rossana Praitano del Mario Mieli - Finalmente questo partito ha messo sullo stesso piano i diritti civili e i diritti sociali. Questa è la vera novità a cui guarda con interesse il Mario Mieli ed è visibile l’impegno nelle proposte che la Sinistra l’Arcobaleno ha messo nel suo programma politico”.
L’associazione romana dice a Bertinotti che
la riscossa dell’Italia si costruisce insieme, attraverso l’assunzione come priorità delle istanze di gay, lesbiche e trans che chiedono pari diritti e un pieno riconoscimento.
Non una posizione acritica, quella espressa dal Circolo Mario Mieli nei confronti del candidato premier: non sono mancate infatti critiche e riserve nei confronti della sinistra in generale, che suonano come un monito importante e un’occasione imprescindibile.
“Due anni di governo Prodi - prosegue Praitano - sono stati due anni di vero e proprio non governo nei confronti delle persone glbtq: un’occasione persa. C’era un’aspettativa in termini di diritti civili e laicità, ma le promesse sono fallite in un uragano di incertezza e mancanza di coraggio. Il risultato? Gli omosessuali italiani hanno perso il senso di fiducia nella politica. È importante, però, che questa sfiducia diventi fiducia nella sinistra in generale”.
Il punto di partenza per la riscossa e il miglioramento della vita di tutti può essere proprio il dialogo con Bertinotti, dunque. “Noi abbiamo fiducia in Bertinotti - spiega la presidente del Mario Mieli - e siamo disponibili al dialogo e alla collaborazione. Bertinotti è l’unico candidato premier che ad oggi si è prestato a un incontro-confronto con noi. I politici che vogliono rappresentarci devono conoscere da vicino la nostra realtà e ascoltare quello che abbiamo da dire”.
“L’autonomia del Circolo Mario Mieli e del movimento in generale, però, non si discute - ammonisce Praitano - Quando ci sono scelte e programmi condivisibili noi appoggiamo con entusiasmo chiunque si faccia carico dei nostri diritti in Parlamento. Però le nostre scelte sono circostanziate. Per quanto riguarda per esempio il comune di Roma, per i gay e le lesbiche Rutelli non ci dà rassicurazioni e garanzie. Ragion per cui non abbiamo seguito la Sinistra l’Arcobaleno nella sua scelta pro Rutelli e stiamo appoggiando la coraggiosa discesa in campo di Franco Grillini”.

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

E Polis su Bassolino

Mi era capitato di riportare l'icastico commento di E Polis su Volontè solo qualche settimana fa (vi romando a quello per una breve contestualizzazione). Ieri invece è toccata a un altro uomo politico, di cui non mi ero mai occupato qui, ma della cui straordinaria faccia... tosta, nel rimanere dov'è, nella situazione in cui si è, mi sono molto sorpreso. Deve essere uno tutto un pezzo anche lui!

Mi riferisco ad Antonio Bassolino, Presidente della Regione Campania, ex sindaco di Napoli, ex commissario straordinario ai rifiuti per quiella regione. Ecco le parole di E Polis nella solita rubrica del saliscendi:


"Fare il Partito democratico è stata una scelta molto coraggiosa e giusta. Molti italiani non ne potevano più di tanti partiti". A chi non ne può più di tanta monnezza non resta che fare un partito che la spazzi via...


Sottoscrivo in pieno!

giovedì 3 aprile 2008

Ancora Binetti. A quando il voto del silenzio?

Ieri la boutade del macho man generale Del Vecchio che prima fa vedere di che pasta è fatto dichiarando i gay "inadatti all'esercito", "il nonnismo educativo" e l'obiettivo di arruolare i 16enni nelle'esercito e offrire ai militari in missione i piaceri mercenari delle case di tolleranza, quindi smentisce le dichiarazioni sugli omosessuali - non le altre - attribuendole a inesperienza politica e a un'intervista scherzosa che lo ha tratto in inganno (ricorda quasi il Berlusconi "ingannato" dalla stampa che paragona il confino fascista a un villaggio vacanze dalla sua lussuosa villa in Sardegna), mentre il leader minimo Veltroni, che Del Vecchio lo ha voluto in lista (Senato per il PD, nel Lazio, altra indicazione di NON voto), pretende di chiudere il caso facendo riferimento ai valori del partito (QUALI?).

Oggi di quali valori si parla lo chiarisce la senatrice Binetti, già tristemente nota per il suo integralismo religioso.
«Non voterò nessuna normativa giuridica a tutela delle coppie gay» (non avevamo dubbi in proposito, ma magari la sua amica Paola Concia, o i colleghi di partito Benedino e Scalfarotto si erano illusi: PIE speranze. Quando poi chiariranno cosa ci stanno a fare in questo fantomatico partito democratico, come fanno a stare in un partito nel quale vengono insultati e dileggiati i giorni pari e quelli dispari e cosa pretendono di rappresentare lì dentro...) ha detto la senatrice teodem ai microfoni di Ecotv (Sky 906), ribadendo la sua posizione sulle Unioni civili e sottolineando l'importanza della difesa della eterosessualità. «Nel momento in cui dovessero arrivare i famosi Dico io non li voterei», ha spiegato la senatrice teodem. «Il mio punto di vista è semplice. Prima di tutto, a mio giudizio - ha aggiunto - esiste una dimensione che io considero più legata alla sviluppo ordinario di una persona, che è quella dell'amore e della sessualità che è più squisitamente eterosessuale perché la complementarità biologica, la complementarità con cui ognuno di noi raggiunge la pienezza della sua maturità ha questa come strada maestra. Questa è la naturalezza, se si vuole considerarla anche statisticamente parlando». (Corriere.it)
Per inciso secondo questa innovativa teoria della dottorssa Binetti, gli occhi azzurri, i capelli biondi, le persone molto alte o molto basse, essendo statisticamente meno presenti sarbbero innaturali. La proponiamo per il nobel?
Insomma come un disco rotto la Binetti ritorna sulla storia dello sviluppo ordinario e della naturalezza che già l'hanno portata sotto la lente d'ingrandimento dell'ordine dei medici!
Senatrice Binetti, non si sbracci, sappiamo che si trova bene nel cosiddetto partito democratico, sappiamo già che non vi voteremo! Perché sforzarsi tanto? Anziché pensare ai voti in parlamento le consiglio uno splendido voto del silenzio! Decisamente più pio...

Ratzinger: “Giovanni Paolo II aveva qualità soprannaturali”


- "Ma il Cattolicesimo non era una religione monoteista e contraria all’idolatria?"
- "Dove sei stato negli ultimi 2000 anni?"

Anche la santità una volta era un attributo umano, dopo secoli di superstizioni su statue che piangono sangue, guaritori, stimmate, miracoli, estasi mistiche, speciali protezioni su organi parti del corpo o categorie di persone, la superstizione (e una certa ignoranza generalizzata delle scritture stesse per la maggior parte dei credenti, sulla quale, ben inteso, si fonda gran parte del potere della Chiesa stessa) è diventata la cifra del cattolicesimo nostrano.
Del resto, al di là delle mie critiche decise alle posizioni politiche e conservatrici sull’etica e lo stesso ordinamento ecclesiastico e alla sua visione del ruolo della chiesa nella nostra società - e tra omofobia, sessuofobia, ruolo della donna, benedizioni a dittatori, opposizione all'uso del preservativo con le sue tragiche conseguenze sulla diffusione dell'AIDS, etc. abbiamo solo l'imbarazzo della scelta - se c’era una caratteristica che lo ha reso comunque un pontefice oggettivamente molto amato e straordinariamente carismatico per molti (anche non credenti) sono state le sue doti di umanità e di empatia, non certo presunte “qualità soprannaturali”. Quelle lasciamole ai libri di Harry Potter e ai film di Superman!

mercoledì 2 aprile 2008

IL Generale del PD: "no ai gay sì alle prostitute"

Il generale del Vecchio, candidato nelle file del PD (che non finisce mai di stupire), intervistato da Klaus Davi per KlausCondicio su youTube, dichiara: "Io rispetto ogni scelta legittima e lecita della persona, ma credo che nell'ambito di una struttura come l'esercito, dove le attività si svolgono sempre insieme, è opportuno non dichiarare ed evidenziare la propria omosessualità".
Poi aggiunge: "mi sono imbattuto in episodi di omossessualità e ho fatto in modo che quelle situazioni non si verificassero di nuovo, che chi ne era coinvolto venisse ricollocato ed impiegato in altre aree", ma, precisa "non ho mai mandato via nessuno dall'esercito perché gay" (bontà sua). Leggete voi stessi l'articolo su Repubblica
Il Generale prosegue giustificando il ricorso alle case di piacere per i militari in missione.
Insomma all'omofobia teodem di Binetti e company da oggi il PD aggiunge anche quella machista del Generale Del Vecchio, legato ancora alla pericolosa filosofia dell'esercito americano del "non chiedere, non dire" che relegherebbe i militari omosessuali nell'ombra della paura e, immaginiamo, del ricatto. Una visione che si arricchisce della visione della donna oggetto al servzio mercenario del piacere maschile.

Al Generale ricordiamo che l'omosessualità, anche manifesta, non è un impedimento a nessuna professione o attività, persino quella militare, tanto più che oggi l'esercito italiano è aperto anche alle donne e quindi non si vede dove possa essere il problema, se non in eventuali manifestazioni di discriminazione omofobica, questa sì da reprimere come ogni forma di nonnismo, violenza o soprusi. E questo detto da un pacifista...
Ripassi la storia, il generale, per ricordare che nell'Antica Grecia esisteva un'intera falage composta soltanto di amanti omosessuali che era nota e ammirata per il suo valore, oppure potrebbe anche farsi un giro per paesi con forze armate ben più efficienti delle nostre come Regno Unito o Israele, che non solo ammettono tranquillamente gli omosessuali dichiarati nei loro ranghi ma riconoscono i benefici e ricnoscimenti dovuti ai loro compagni e conviventi! (al di là di ogni giudizio sulle loro politiche militari). Un esempio verso il quale anche le nostre forze armate dovebbero muoversi, seguendo il quale non avrebbero nulla da perdere ma tutto da guadagnare.
Film consigliato Yossi & Jagger!
Domanda del giorno: dopo 43 anni nell'esercito il Del Vecchio non aveva diritto alla pensione e al riposo? c'era proprio bisogno di ipegnarlo in Parlamento? Forse nel candidarlo Veltroni pensava a una strategia per le frequenti risse che animano le paludate aule!

La CENSURA di Marianna Madia

Non vorrei che diventasse un tormentone anche perché in fin dei conti la bassa levatura del personaggio in question non lo merita, ma mi sento costretto a tornare a parlare della candidata alla Camera per il cosidetto Partito Democratic0, Marianna Madia.
Per tutti coloro che pensano che la semplice candidatura ed elezione (ma in questo caso è più corretto parlare di nomina regia) di giovani e donne sia da solo sufficiente a riavvicinare la politica ai cittadini e a ridarle una visione più coraggiosa e aperta del futuro, questa è essere una cocente dimostrazione del contrario.
Coraggio, apertura, capacità reale di interlocuire con i cittadini, anche con le critiche, sono doti che non hanno sesso ed età, sicuramente assai rare e preziose nel panorama politico italiano. E di cui la nostra Madia sembra NON essere dotata!
Intendiamoci io sono dell'idea che ci debba essere uno svecchiamento e una effetiva parità dei generi alle cariche elettive, ma vorrei sperare che questo processo non avvenga solo in forma di machillage di stampo eletterolastico ma sulla base di reali capacità e qualità.
Per venire a noi, la Madia ha deciso di aprire un blog (che non linko di proposito) a sostegno della sua campagna elettorale, per dare una vetrina migliore alle sue foto mentre stringe mani e da baci in centro, come fosse una novella principessa di Galles e non una candidata alle prime armi che cerca di conquistarsi consensi sul campo) o mentre ci propina le sue ricette precotte per le magnifice sorti progressive del Paese.
Una delle caratteristiche più apprezzate dei blog è la possibilità di interagire, di raccogliere commenti, istanze, critiche e di rispondere, ma la giovane candidata manca di coraggio evidentemente. Teme le critiche, rifuta il confronto e si è già chiusa nella torre d'avorio del potere del palazzo, ancor prima ch la sua nomina corrisponda a un effettivo insediamento sugli scranni parlamentari.
I Commenti sul suo blog sono infatti filtrati e censurati prima di essere pubblicati (cosa può mai temere una che ha già la certezza di sedere nel prossimo Parlmaneto?). E, infatti, gli unici commenti leggibili, sono del teneore "quanto sei brava, quanto partli bene, come sei bella, come stringi bene le mani, ti ho sentita parlare e mi sono illuminato come san Paolo sulla via di Damasco..."
I miei due commenti critici (neanche eccezionalmente brillanti) ma assolutamente civili come mio stile non sono stati pubblicati, né ho ricevuto alrtimenti risposta alle mie critiche!
Complimeti!!
Costei si dice democratica (forse è una barzelletta però anche se non fa ridere)? E poi si sottrae al confronto e alle critiche dei cittadini?
Confermo le mie diagnosi iniziali, presuntuosa, ma sicuramente fa passi da gigante nell'adeguarsi agli standard negativi della nostra classe politica (anche Rutelli sembra si comporti in modo simile... Ma dai giovani si vuole rinnovamento no?). Purtroppo per noi avrà una lunga carriera da pigia-bottoni al Parlamento e offrirà grazioso decoro alle poltroncine di Vespa per per molti bui anni!
Ecco qui i miei due commenti: almeno qui potrete leggerli... e vi assicuro che se lei o qualcuno che non condivide le mie posizioni verrà a criticarmi non sarà censurato! Almeno finché nqualcuno non deciderà di nominarmi al Parlamento...
Commento 1:
Io non concordo con la retorica del donna o giovane è bello in quanto tale.
Certamente c'è bisogno nella nostra politica di più donne (capaci) e di più giovani (capaci) ma essere donna e/o giovane non vuol dire necessariamente essere capaci. Quindi le critiche sono sempre legittime e la solidarietà giovanile o femminile sterile non ha senso perché tutti abbiamo interesse a che i giovani e le donne che si impegnano in politica siano selezionati attraverso il voto per le loro capacità
Il caso della Madia è il caso di una nomina dall'altro, verticistica. E questo non può negarlo neanche lei. Una mia cara amica, brillante, intelligente molto capace, selezionata e dalla base è stata anche candidata al 19° posto scavalcata anche dai soliti noti calati dall'alto...
Quanto alle posizioni e alla capacità di Madia ho scritto chiaramente quel che penso qui http://liberocanto.blogspot.com/2008/03/marianna-madia-lezione-di-politichese.html
e qui:
http://liberocanto.blogspot.com/2008/03/marianna-madia-novella-binetti.html
In base a quel che leggo mi sembra tanto fumo e niente arrosto, piena di sé e con posizioni decisamente integraliste... in linea con quelle della Binetti e del Grande Capo del resto...
Commento 2:
Come mai eserciti la censura preventiva sui commenti? di cosa hai paura? delle critiche?
Se cominci così a 28 anni c'è poco da sperare nel futuro!
A voi il giudizio. Ma io azzardo una prima "sentenza". Di fronte a una tale indole cemsoria secondo me i democratici veri che votano nel collegio LAZIO 1 dovrebbero decisamente scartare la lista del PD. Che credibilità democratica ha una lista (anche fosse di Forza Nuova) che ha come capolista una giovane che censura le critiche e si sottrae al confronto coi cittadini che (putroppo) dovrà rappresnetare? ZERO. E del resto il metodo con cui è stata scelta non ha nulla di democratico, che cosa ci dovevamo aspettare? ZERO.
Anche in politica la matematica non è un opinione!

martedì 1 aprile 2008

Natalia Aspesi: "La DC più laica del PD"

La notizia non è nuova e risale al Venerdì di Repubblica dell'11 gennaio, ma è interessante riproporre (anche per chi non li avesse letti) il giudizio della nota giornalista Natlia Aspesi sul PD.
In risposta a una lettera di un uomo gay che da ventuno anni convive con il suo compagno e si sente escluso dal non riconoscimento del suo legame e non rappresentato dai media la Aspesi dice:
"Riesce difficile capire come mai era molto più laica la Dc degli anni Settanta di quanto lo sia oggi il Partito democratico. I democristiani di allora, pur credenti, non erano soggetti al Vaticano quanto lo sono adesso quelli che partendo dal comunismo sono arrivati a formarsi un partito da cui la parola sinistra è bandita. Dovrebbe comunque far fede la parola 'democratico', che fa pensare a un uguale interesse per tutti i cittadini, a una loro parità.
Ma quando un partito si riempie non di cattolici, spesso capaci di maggior laicità di altri arruffoni, ma di fanatici religiosi per opportunismo o eccesso mistico, al servizio non del Paese ma della Curia, è ovvio che diventi una pappa senza rigore destinata a sfaldarsi alle prime elezioni, quando la sinistra laica non se la sentirà di dargli un voto che ne perpetuerebbe l'assenza di rispetto per gli italiani delusi da una incompresibile mancanza di coraggio. Anche per quello che riguarda le coppie di fatto, l'Italia, gli italiani, sono più avanti di quanto non lo siano i suoi raprresentanti politici".

Che dire? condivido le paorle e l'analisi in ogni punto e spero che gli italiani dimostrino presto il coraggio e l'acume che non hanno i suoi rappresentanti politici, con una bella lettera di licenziamento dal Parlamento!
L'operazione può risultare particolarmente visibile nella città di Roma, dove candidato a Sindaco per il cosidetto Partito Democratico e (ahimè) per la Sinistra Arcobaleno è Francesco Rutelli, cioè colui che ha inventato i Teodem, portando al parlamento Bienetti, Bobba e compagnia e più di tutti si è opposto a leggi sulle unioni civili, norme antiomofobia, libertà di scelta delle cure e testamento biologico, autodetrminazione della donna, cambiamento della legge 40 sulla fecondazione assistita...
A Roma la candidatura di Franco Grillini, esponente storico del movimento glbt, che è uscito dai DS (rinunciando a una rielezione quasi certa al Parlamento) proprio per non confluire in quella "pappa senza rigore" che è il PD, garantisce un'alternativa valida, laica e di sinistra al voto unico.
Una risposta a questi cittadini ,al popolo della "sinistra laica che non vuole perpetuare l'assenza di rispetto per gli italiani" di certi politici arroganti e senza coraggio.
Questo segnale è fondamentale che arrivi con forza estrema e grande chiarezza, quindi rivolgo un appello e un invito a tutti gli elettori laici, riformisti, di sinistra anche ad un voto disgiunto al comune di Roma: la loro lista di appartenenza e il loro candidato di riferimento (laico e coraggioso) per il consiglio comunale e Franco Grillini sindaco di Roma...
Lo scarto dei voti tra la somma delle liste che lo sostengono e il consenso personale di un clericale Rutelli gli (ci) darà la misura della rabbia e della forza di un voto laico che non è costretto all'estensionismo ma trova un modo veramente "democratico" e propositivo di esprimersi.
Questo consente a tutti di conciliare l'adesione al proprio partito di riferimento e l'espressione di un voto laico e di un segnale netto e inequivocabile anche al proprio partito che in questo caso non abbia dimostrato coraggio sufficiente. Non sempre le condizioni politiche e i sistemi elettorali consentono questa rara possibilità e quando succede è bene approfittarne!