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venerdì 16 aprile 2010

Il Venerdì, grazie di cuore

Il Venerdì. Non mi riferisco a quello che ogni settimana da 20 anni ci regala la festa LGBT più famosa della Capitale, ma al settimanale di Approfondimento di Repubblica.
Oggi ci ha regalato la sorpresa di una copertina interamente dedicata ai tanti gay e lesbiche vittime delle legislazioni penali di ben 78 paesi del Mondo.
Le evocative foto di ragazzi e uomini che celano i propri volti per paura sono accompagnate dal titolo "COLPEVOLI, nel cuore di tenebra del mondo dove l'amore gay è reato".
Sono parte di una mostra sul tema (Les condamné) inaugurata a Parigi dal giornalista e fotografo Francese Philippe Castetetbon, sono emozionanti autoritratti di tanti omosessuali che, fidandosi tra paure e voglia di raccontarsi del loro interlocutore, le hanno inviate accompagnate di una breve frase che descrive e racconta la propria condizione di invisibili, perseguitati dalle leggi, dal conformismo sociale e dal terrore di essere se stessi.
Proprio partendo da questo spunto gli articoli approfondiscono la realtà difficile di questi perseguitati, spesso dimenticati o ignorati, puniti con le pene più varie che spaziano dalle ammende, alla prigione, ai lavori forzati, fino alla pena capitale in ben 7 paesi (Iran, Yemen, Arabia Saudita, Mauritania, Nigeria, Sudan, Somalia).
Duro l'atto d'accusa, non solo per la sostanziale indifferenza della maggior parte dei Paesi occidentali e delle loro opinioni pubbliche, ma persino di una comunità gay spesso disattenta che in alcuni casi, quando si trova a contatto con persone emigrate in Europa per sfuggire alla cappa sociale e alla persecuzione locale o familiare, si ritrovano discriminati in quanto stranieri.
Ma sul banco d'accusa per queste persecuzioni finiscono anche e soprattutto gli integralisti religiosi, siano essi cattolici/cristiani e/o musulmani. E come possiamo a tal proposito dimenticare l'atteggiamento del Vaticano rispetto alla richiesta di depenalizzazione universale dell'omosessualità avanzata all'ONU da Francia e UE?
Per la maggior parte di attivisti e persone impegnate sul fronte dei diritti non è certo una scoperta, ma per una più ampia opinione pubblica più ampia, come quella che può far riferimento a Il Venerdì è sicuramente un messaggio forte e innovativo, per il quale sinceramente voglio ringraziarli.

mercoledì 12 marzo 2008

Veltroni, Zapatero, Bertone...

Capisco che la mia attenzione alle vicende del cosidetto pd stanno assumendo i toni della telenovela ma ogni volta che leggo certo cose sui giornali o sulle news a stento riesco ad esimermi dal commentarle e, talvolta, forse troppo spesso, ne faccio oggetto di post anche qui.
Le ultime interessanti le ho lette ieri su Repubblica.
Su Repubblica leggiamo che a Udine, il leader sedicente democratico, Walter Veltroni si compiace delle vittorie e dei successi dei socialisti spagnoli, guidati da Zapatero e francesi, in particolare nella Parigi di Delanoe.
Le affermazione erano largamente prevedibili e infatti le immaginavo già qualche giorno fa (con le urne ancora calde), ma le parole di Veltroni assumono colori di involontaria ironia: "Il pendolo della storia va nella direzione che vogliamo noi"... Zapatero "sta facendo vivere un'idea della Spagna".
Si rende conto, Veltroni, che sta parlando di partiti socialisti che sono stati davvero capaci di fare delle riforme e di dimostare autonomia e laicità? In particolare Il PS francese ha approvato il PACS quasi 10 anni fa mentre Zapatero ha saputo subito dare aplicazione alla promessa di aprire il matrimonio e le adozioni agli omosessuali e a garantire una serie di leggi a difesa delle donne e di riforma del diritto di famiglia. Non solo entrambi i partiti governano e hanno governato in alleanza con i partiti della sinistra, pur in posizione meno decisiva di quanto è stato in Italia, e in netta contrapposizione con le destre e le forze dell'integralismo religioso e cattolico.
Anzi Veltroni, diostrando anche scarsa riconoscenza per i suoi alleati di 7 anni alla guida di Roma, si compiace proprio della tendenza alla bipolarizzazione del voto nei due paesi, evidente soprattutto in Spagna dove il partito Isquierda Unita ha perso ben 3 dei 5 deputati su cui poteva contare in precedenza. (Questo in realtà mette in difficoltà Zapatero che nel formare il nuovo governo sperava di appoggiarsi ai IU più che a certi partiti nazionalisti conservatori). "La sinistra radicale spagnola ha avuto un risultato negativo e anche in Francia è andata male" (relativamente alla Francia, in verità, è stato registrato un calo dei Verdi, di alcuni partiti comunisti antagonisti ma una crescita del PCF, il Partito Comunista Francese). Questo è un fenomeno vero e innegabile, ma dovuto soprattutto alla capacità dei partiti di socialisti di sinistra e riformisti di meglio interpretare le attese di un elettorato di sinistra e laico, cosa che il cosidetto pd, con le sue decise venatiure cattolico-integraliste, le sue contraddizioni, il suo profilo programmatico e valoriale indefinito e la sua politica sempre più sposstata verso destra non sempra poter fare!
Sempre su Repubblica, la pagina precedente leggiamo che Veltroni, contrariamente a quanto ha fatto Zapatero, si è preoccupato di curare i contatti con il Vaticano, in particolare con il Cardinale Segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone."Io avevo già ricevuto assicurazioni dal cardinal Bertone" dichiara il leader del cosidetto pd commentando la posizione, giudicata equilibrata, della CEI.
Apprendiamo, infatti, che Veltroni, aveva già chiamato il cardinale immediatamente dopo il suo rientro da Cuba il 28 febbraio scorso, con lo scopo, in particolare di giustificare l'ingresso dei Radicali nelle liste, rassicurando in proposito la componente teo-dem e cattolica del partito, non solo la Binetti e Bobba, ma anche il ministro Fioroni, tra gli altri.
Naturalmente pedina e protagonista fondamentale della politica diplomatica verso il Vaticano e le gerarchioe cattoliche è anche Francesco Rutelli, candidato al Campidoglio. La Repubblica ci spiega che tra i primi "sondaggi", prima di sciogliere la riserva sulla candidatura, c'è stato quello con Camillo Ruini, vicario di Roma (ed ex presidente della CEI). Ottenendo un esplicito disco verde.
Le cose stanno così ognuno tiri le proprie conclusioni.

lunedì 10 marzo 2008

Zapatero vince, Sarkozy perde: due buone notizie in un giorno solo

La Spagna innanzitutto: stando ai primi dati il PSOE spagnolo, guidato dal Premier Zapatero vince ampiamente le elezioni politiche spagnole, superando la soprendente vittoria di cinque anni fa e accrescendo il bottino dei seggi alle Cortes. Potrebbe addirittura raggiungere la maggioranza assoluta.
Complimenti a lui e soprattutto agli spagnoli che hanno saputo premiere un politico e un partito per i risultati raggiunti e le promesse mantenute. Non serve qui ricordare come il governo Zapatero abbia saputo mantenere dritto il timone di un socialismo coraggioso e riformista anche dinnanzi alle critiche e alle difficoltà, anche di fronte alle manifestazioni clericali di vescovi e cardinali scesi in piazza a manifestare contro le leggi sulla famiglia volute e approvate a tempo da record.
Anche nelle ultime settimane di campagna elettorale, di fronte alle ingerenze manifeste delle gerarchie cattoliche, Zapatero non era stato a guardare, rispondendo a muso duro e minacciando persino una sorta di crisi diplomatica col vaticano (nonché il taglio dei fondi alle varie agenzie cattoliche, cosa cui sappiamo vescovi e porporati tengono partcolarmente).
Che la sinistra nostrana prenda esempio non c'è neanche da sperarlo (quale sinistra poi?), soprattutto se si guarda al programma e al manifesto valoriale desolante del PD veltroniano - ma non c'è più ragione per ritenerlo un partito di sinistra a ben guardare: la laicità è svilata tra tanti se e tanti ma che si ha la certezza che non sappiano più cosa voglia dire, e il programma economico ricorda il Berlusconi di soli due anni fa in maniera impressionante, per non parlare di sicurezza, castrazione chimica per i pedofili (argomento utilizzato da Sarkozy nella sua campagna presidenziale).
Ma ecco che questo ultimo riferimento ci ridà lo slancio per uscire dalle nostre begucce nazionali e tornare a parlare di elezioni in altri paesi. Anche alle elezioni Municipali francesi, infatti, la Sinistra, PS in testa, avanzano a scapito dell'UMP di Sarkozy. La sinistra sarebbe in vantaggio anche in città prima governate dalla destra, come Strasburgo.
Dopo le chiacchierate nozze con la Bruni, le gaffe pubbliche, il Presidente francese , da molti in Francia paragonato al nostro Berlusconi per le sue strette relazioni personali con magnati dell'informazione e dell'industria nazionale (Come quel tal Bollorè che gli ha prestato l'aereo privato per volare con la Bruni in Egitto) conosce un minimo storico dei consensi. A meno di un anno dalla sua elezione trionfale all'Eliseo.
Naturalmente, non da ultimo si attende una ampia riconferma per il Sindaco gay di Parigi, Bertrand Delanoe.
Veltroni si è già appropriato della vittoria, vantando amicizia col ex collega parigino... Peccato che non solo lui non abbia molto a che fare con la politica del PS francese di cui Delanoe è uno dei massimi esponenti nazionali, ma che da leader del pd imponga a Roma il ritorno di un super clericale Rutelli! Fatti non parole...
Ad ogni modo visto che la situazione politica italiana non lascia spazio a molta euforia e, a dire il vero, neanche a molte speranze, accontentiamoci di festeggiare due buone notizie elettorali in paesi nostri vicini, solo dal punto di vista geografico... Contenti per loro e anche un pizzico invidiosi!

domenica 24 febbraio 2008

Sarkozy - Berlusconi. 1 a 1

Ogni tanto capita di imbattersi in quelle piccole notizie che ti cambiano in meglio una giornata.
Il Presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha infatti reso finalmente pieno onore al premio intitolato a Silvio Belusconi (assegnato al peggior Capo di Stato e Governo) di cui è stato insignito eguagliando il maestro nostrano: in visita al salone dell'Agricoltura di Parigi, si trovava tra la folla stringendo mani a destra e manca. Inaspettatamente un passante gli ha detto "Oh no, non mi toccare", Sarkò, sorridente ma stizzito, lo ha invitato ad allontanarsi, ma alla risposta dell'uomo ha perso il controllo e lo apostrofato: "Vai via allora, povero coglione". In bocca a un Capo di Stato che si rivolge a un cittadino non c'è male, complimenti per il francese, è il caso di dire.

Ricordate quando fu Berlusconi, più a freddo, a dare dei coglioni agli elettori della parte avversa? Forse Sarkozy si è fatto dare qualche ripetizione dalla neomoglie italiana Carla Bruni.
Proprio adesso che entriamo nell'ennesima campagna elettorale, con la concreta possibilità che ci ritochi il Berlusca, fa sorridere e consola il fatto che in fondo tutto il Mondo è paese... sembra costantemente adeguarsi verso il basso!