La polemica sulle vergognose parole su omosessualità e pedofilia di una vergognosa Paola Binetti non sono sfuggite al settimanale cattolico "Famiglia Cristiana", che scende in difesa della sedicente deputata democratica e attacca la proposta di legge antiomofobia.
Il settimanale lancia un invito al PD affinché prenda le distanze dal partito radicale e, in particolare, dalla proposta di legge anti-omofobia presentata dalla radicale Anna Paola Concia (che prima di essersi iscritta la partito radicale qualche giorno fa è stata per anni nei DS ed è nel PD sin dalle origini) e, nell'editoriale di apertura del prossimo numero, difende le posizioni della 'teodem' Paola Binetti, minacciata di espulsione per le sue posizioni sull'omosessualità.
"La Binetti ha espresso il suo pensiero su un documento della Chiesa, che vieta l'ingresso in seminario a chi ha 'radicate tendenze omosessuali' - scrive il settimanale - senza peraltro chiedere al segretario del Pd di applicare la stessa regola per gli aspiranti dirigenti del partito, come vorrebbe far credere il potente gruppo di pressione degli omosessuali italiani".
"Se la proposta Concia venisse approvata - spiega Famiglia Cristiana - chiunque criticasse i matrimoni gay, le adozioni gay o considerasse 'disordinati' gli atti omosessuali potrebbe essere denunciato al tribunale".
(leggi tutta la notizia)
Anche Famiglia Cristiana approfitta quindi per unirsi alle voci interne ed esterne al PD contro la legge antiomofobia in discussione alla Camera. a quanto pare a questi integralisti religiosi non va proprio giù l'idea di non poter continuare a insultare milioni di persone omosessuali. E per sostenere la loro idea non si curano di distorcere la verità e anche il semplice buon senso.
In primo luogo quello che si tenta di fare con questa proposta di legge è l'estensione della protezione GIÀ prevista dalla Legge Mancino del 1993 per le violenze e le ingiurie motivate da odio su base razziale e religiosa anche alle violenze e ingiurie per orientamento sessuale (quindi a rigore anche per gli eterosessuali) e identità di genere (transessualismo). Non si tratta di introdurre nuove fattispecie di reato d'opinione come qualcuno vorrebbe far credere ma semmai di introdurre una protezione specifica per soggetti evidentemente vittime (e la cronaca ce lo mostra sempre più spesso) di violenze e aggressioni. chi lo fa mistifica sapendo di farlo.
In secondo luogo tra l'essere contrario alla legge sul matrimonio gay e il dire che gli omosessuali sono pedofili passa la stessa differenza che c'è tra il dirsi contrari al Concordato tra Stato e chiesa o all'insegnamento della Religione Cattolica (cose che mi sembrerebbero più che opportune) e il dire che i sacerdoti sono tutti pedofili o ladri o che l'essere preti, o cattolici, o redattori di Famiglia Cristiana predispone al crimine o è un a condotta morale disordinata! Se lo dicessi (e qualche spunto dalla cronaca potrei anche averlo) Famiglia Cristiana riterrebbe che sto esercitando la mia libertà di opinione o che sto ingiuriando e offendendo i sacerdoti cattolici, i loro redattori e i fedeli?
Quanto al potente gruppo di pressione degli omosessuali (lobby) mi farebbe piacere se fosse davvero così potente, ma pare che la Binetti sia ancora al suo posto e in Italia, contrariamente al resto dei Paesi occidentali non si è fatto nulla per gli omosessuali, quindi mi sa che il gruppo di pressione più potente e mistificatorio sia proprio quello cattolico. Oltretutto quello si cui sarebbe accusata (voler far credere che la Binetti non vuole dirigenti di partito omosessuali) è ridicolmente falso e assolutamente insostenibile.
Devo dire che le argomentazioni di Goebbles Famiglia Cristiana le sa utilizzare con stupefacente maestria.
FAMIGLIA CRISTIANA BUGIARDI! (e questa non è la mia libera opinione ma un fatto!)
FAMIGLIA CRISTIANA VERGOGNA!
(Naturalmente ho inviato il testo sopra al direttore e a tutti gli indirizzi redazionali di Famiglia Cristiana)
Una piccola postilla. Ai cattolici che intendono esprimere liberamente il loro pensiero su omosessualità raccomando particolare accortezza e "sensibilità" in considerazione del fatto che tantissimi omosessuali sono stati perseguitati nei secoli dalla chiesa cattolica, torturati e bruciati sui roghi in nome della pretesa di imporre una morale unica e una sessuofobia castrante.
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lunedì 10 novembre 2008
martedì 10 giugno 2008
Pride: critiche e pagliacciate
La politica italiana non finisce mai di stupire. Così la satirica mise della mia amica Sara, a stigmatizzare "la Repubblica delle banane" sembra calzarle (alla nostra classe politica e di governo) proprio a pennello. Decine, forse centinaia di migliaia di persone sfilano a Roma e a Milano per rivendicare visibilità, cittadinanza, dignità, parità, laicità, diritti, rispetto... Bene il problema sollevato da alcune tra le più illustri donne del PDL, tra cui ben due ministri (Prestigiacomo e Meloni), e una vicepresidente della Regione Lombardia (Viviana Becalossi - il cui nome avremmo preferito continuare ad ignorare) si sollevano prone... ehm scusate... pronte in difesa della collega di schieramento e di governo Mara Carafagna, duramente criticata dai manifestanti per le sue dichiarazioni surreali da Ministro delle Pari Opportunità. E lo fanno non cercando di dare risposte o giustificazioni alle obiezioni sostanziali sollevate - cosa che risulterebbe in effetti ardua - ma bollando le critiche come volgari attacchi o insulti.
Commenti sulle richieste dei manifestanti? sul tono pacifico e ironico delle manifestazioni? Sulla gravità degli episodi di violenza che hanno macchiato con crescente frequenza le cronache, a Napoli, persino il giorno stesso dei Pride? Solidarietà a quei ragazzi malmenati? NON PERVENUTE.
Alle donne del PDL interessa solo la difesa corporativa evidentemente, e nei pride non intendono leggere nessun messaggio politico. (leggetevi il comunicato del Circolo Mario Mieli)
E alla fine che ci interessa dei contenuti, l'importante è il potere da mantenere, come dimostra la vibrata e compatta difesa a un Dell'Utri già condannato, che definisce EROE un mafioso per la sua coraggiosa e indefessa omertà, e l'ancor più feroce cortina sollevata intorno al neo Presidente del Senato Schifani, vittima addirittura di "lesa maestà" a opera del giornalista Travaglio che riportava episodi della sua "precedente vita" politica palermitana. Ma si sa che a scoperchiare certe tombe vengono fuori gli scheletri: doveroso astenersi per la stampa giullare di corte! Poi, puntuali come le rondini a primavera, giungono gli strali diretti o obliqui della stampa cattolica e dei prelati. Ad aprire le danze Famiglia Cristiana (un tempo capace di maggiore sensibilità e persino di qualche apertura) che in un editoriale indirizzato soprattutto a bacchettare Veltroni e il PD per la sua non completa aderenza all'ortodossia cattolica, approfitta per definire il pride "una pagliacciata". E se il giudizio viene dal giornale espressione della Chiesa dei merletti, delle Mitre, delle fumate nere e bianche, dei i quadri e delle statue che piangono, delle alabarde svizzere, degli incensi... direi che è decisamente autorevole! Chi meglio di loro? (Segue Comunicato)
9 giugnoLe pagliacciateDa Famiglia Cristiana giungono nuovi attacchi alla comunità
GLBT e al Pride, definito “una pagliacciata”.Il settimanale Cattolico, preoccupato della presenza dei
Radicali e di qualche voce laica all’interno del PD, richiama il leader Veltroni
all’ordine, invitandolo a mettere alla porta i radicali e a ritrovare una linea
di ortodossia cattolica poco percepibile, pena la fuoriuscita dal partito della
componente cattolica e il fallimento del progetto originario del partito.Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
respinge al mittente la scontata e abusata definizione di pagliacciata e invita il settimanale cattolico a maggiore sensibilità e rispetto
verso le manifestazioni civili e pacifiche di centinaia di migliaia di
cittadini, anche cattolici, in cerca di diritti, parità e laicità.Ovunque nel mondo occidentale questi sono i valori che
reggono la convivenza democratica. Come anche il rispetto per i diversi ambiti e
spazi di competenza fra la politica e la religione.Noi non ci permettiamo di definire pagliacciate le alabarde
svizzere, le sottane vescovili e le folkloristiche feste patronali o espressioni
di devozione, consapevoli del valore e del significato che questi possono avere
per i credenti. E neppure definiamo contro natura pur discutibili aspetti della
cattolicità, come invece continuano a fare vescovi e cardinali per le nostre
relazioni.Pretendere il medesimo rispetto per le nostre identità e
rivendicazioni, è chiedere troppo? Rispondere a questi attacchi è insulto?Andrea MaccarroneCircolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
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