Visualizzazione post con etichetta prostituzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta prostituzione. Mostra tutti i post

venerdì 12 settembre 2008

La Carfagna alle Crociate

Quella simpaticona allampanata della Carfagna si è rimessa subito all'opera con un'iniziativa anti-prostutizione di impianto decisamente populista che porterà solo danni e non aiuterà certo le donne vittime di racket a liberarsi. Anzi le donne nascoste in qualche scantinato saranno ancora più facili vittime e difficilmente raggiungibili da chi potrebbe aiutarle. Una scelta criminalizzante incredibile che, apprendo raccoglie il plauso del solito MOIGE e di tutti i nostri politicanti catto-integralisti.
Per fortuna tante associazioni, anche cattoliche, hanno da subito espresso la loro contrarietà a questa linea che sembra motivata dal solo furore ideologico proibizionista senza confrontarsi con le conseguenza pratiche che ci si possono attendere. Tra tutti i commenti quello che mi ha fatto più ridere, è stato dato da Pia Covre, portavoce del Comitato per i diritti civili delle prostitute, che, sul sentimento di "orrore" della Carfagna verso la prostituzione replica, un po' ironica un po' stupita: "Spiace. Le prostitute la sentivano vicina". Fa-vo-lo-sa! Covre vs Carfagna 1 a 0!
COMUNICATO STAMPA
LA CARFAGNA ALLE CROCIATE

Risvegliata dal torpore estivo, la Ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna ha deciso di lanciare la sua crociata contro la prostituzione attraverso un ddl che mira a criminalizzare sia i clienti che le prostitute. Non contenta rincara però anche la dose: “la prostituzione mi fa rabbrividire. Mi fa orrore, non comprendo chi vende il proprio corpo. Ma mi rendo conto che è un fenomeno che esiste e che purtroppo non può essere debellato, come la droga”.

Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli rabbrividisce e inorridisce di fronte a un ministro che con queste affermazioni dimostra davvero scarsa sensibilità e comprensione tanto del fenomeno quanto delle persone che si prostituiscono: che lo facciano per scelta o per costrizione, sono tutte destinatarie di disprezzo e di iniziative di criminalizzazione indiscriminata che non mira in verità a contrastare il fenomeno quanto a nasconderlo sotto il tappeto per non ferire la patina perbenista e di falsa sicurezza di quest’Italia e dell’azione del Governo.

Ci sembra assurdo che oggi il Ministro delle pari Opportunità non si occupi di contrastare il gravissimo fenomeno della violenza contro le donne, del divario sociale tra i generi (e non solo) nel mondo del lavoro, nella politica, nella vita sociale, per non parlare dell’omofobia che come sappiamo secondo il Carfagna-pensiero non esiste. La sua ricetta contro le aggressioni omofobe sono vaghe parole di dispiacere: una ministeriale pacca sulle spalla delle vittime!

Invitiamo il ministro a smetterla con quest’assurda caccia alle streghe puritana e a concentrarsi davvero sui tanti problemi di disuguaglianze e discriminazioni che ci rendono uno dei paesi più retrogradi e maschilisti d’Europa.

Andrea Maccarrone
Direttivo Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
349/7355715

mercoledì 2 aprile 2008

IL Generale del PD: "no ai gay sì alle prostitute"

Il generale del Vecchio, candidato nelle file del PD (che non finisce mai di stupire), intervistato da Klaus Davi per KlausCondicio su youTube, dichiara: "Io rispetto ogni scelta legittima e lecita della persona, ma credo che nell'ambito di una struttura come l'esercito, dove le attività si svolgono sempre insieme, è opportuno non dichiarare ed evidenziare la propria omosessualità".
Poi aggiunge: "mi sono imbattuto in episodi di omossessualità e ho fatto in modo che quelle situazioni non si verificassero di nuovo, che chi ne era coinvolto venisse ricollocato ed impiegato in altre aree", ma, precisa "non ho mai mandato via nessuno dall'esercito perché gay" (bontà sua). Leggete voi stessi l'articolo su Repubblica
Il Generale prosegue giustificando il ricorso alle case di piacere per i militari in missione.
Insomma all'omofobia teodem di Binetti e company da oggi il PD aggiunge anche quella machista del Generale Del Vecchio, legato ancora alla pericolosa filosofia dell'esercito americano del "non chiedere, non dire" che relegherebbe i militari omosessuali nell'ombra della paura e, immaginiamo, del ricatto. Una visione che si arricchisce della visione della donna oggetto al servzio mercenario del piacere maschile.

Al Generale ricordiamo che l'omosessualità, anche manifesta, non è un impedimento a nessuna professione o attività, persino quella militare, tanto più che oggi l'esercito italiano è aperto anche alle donne e quindi non si vede dove possa essere il problema, se non in eventuali manifestazioni di discriminazione omofobica, questa sì da reprimere come ogni forma di nonnismo, violenza o soprusi. E questo detto da un pacifista...
Ripassi la storia, il generale, per ricordare che nell'Antica Grecia esisteva un'intera falage composta soltanto di amanti omosessuali che era nota e ammirata per il suo valore, oppure potrebbe anche farsi un giro per paesi con forze armate ben più efficienti delle nostre come Regno Unito o Israele, che non solo ammettono tranquillamente gli omosessuali dichiarati nei loro ranghi ma riconoscono i benefici e ricnoscimenti dovuti ai loro compagni e conviventi! (al di là di ogni giudizio sulle loro politiche militari). Un esempio verso il quale anche le nostre forze armate dovebbero muoversi, seguendo il quale non avrebbero nulla da perdere ma tutto da guadagnare.
Film consigliato Yossi & Jagger!
Domanda del giorno: dopo 43 anni nell'esercito il Del Vecchio non aveva diritto alla pensione e al riposo? c'era proprio bisogno di ipegnarlo in Parlamento? Forse nel candidarlo Veltroni pensava a una strategia per le frequenti risse che animano le paludate aule!